Le regole della polizia prima dell'uso di un'arma
Prima l'avvertimento
poi il colpo ma in aria
MAURO SPIGNESI


L’impiego di un’arma è sempre preceduto dall’avvertimento "polizia, alt o sparo". Ma questo "se scopo e circostanze lo permettono". Altrimenti premere il grilletto, "se altri mezzi disponibili non bastano", può diventare l’unica alternativa per salvare la propria vita e quelle di altre persone. Gli istruttori la spiegano bene questa, come altre norme contenute nella Legge di polizia,  durante la scuola per agenti prima di entrare in servizio. Ma le regole, come si sa, spesso prevedono anche le eccezioni. Come è accaduto a Brissago. Perché un’altra regola è quella che prima di puntare la pistola su una persona va esploso eventualmente un colpo d’avvertimento, che è giustificato, dice la legge, soltanto quando appare dalle circostanze che l’avvertimento a voce non è stato o non può essere compreso". Oltre la legge ci sono regole interne, che restano comprensibilmente "segrete". "La Polizia cantonale - spiegano dall’ufficio stampa - così come per l’insieme dei Corpi svizzeri, per ragioni tattiche ed operative non fornisce mai direttive o modalità relative alle tecniche di impiego che logicamente comprendono anche quelle riservate all’utilizzo dei mezzi coercitivi a disposizione degli agenti. Queste informazioni sono riservate".
E comunque, norma generale, il ricorso alle armi deve essere sempre proporzionato e "mezzo estremo di difesa" se "altri mezzi disponibili non bastano". Ora tutti questi particolari importanti sono al vaglio della magistratura per quanto riguarda l’inchiesta scattata dopo la morte del migrante tamil.
Ma al di là del caso, la formazione degli agenti in Ticino risulta adeguata? E le "regole d’ingaggio" sono aderenti a una realtà che sta cambiando? Per i sindacati, in particolare per quello dei funzionari, sì. Regole e formazione vanno bene, tanto è vero che dalle statistiche, sostengono, risulta che la polizia svizzera in Europa è quella che usa meno le armi. Il problema è che poi dalla teoria alla pratica, cioè dalle norme alle situazioni reali, scattano una serie di variabili e di fattori personali che cambiano da agente ad agente e non sempre possono essere previste. Situazioni che si sono ripetute in passato a Zurigo come nel canton Vaud. Sparare, insomma, si può. Quando "in modo imminente e pericoloso, la vita di altre persone è minacciata, oppure l’agente è aggredito nella sua integrità fisica". Oppure, dice  la legge di polizia, quando "la vita di altre persone è minacciata oppure altre persone sono minacciate e aggredite nella loro integrità".
I sindacati degli agenti, tuttavia, spiegano che sparare è sempre un passo delicatissimo che segna la carriera professionale e la persona che impugna l’arma. Perché dovrà affrontare un lungo percorso per ritrovare un suo equilibrio, dovrà essere supportato a livello psicologico (la Polizia cantonale ha una struttura interna con una psicologa), dovrà confrontarsi con l’autorità giudiziaria che giustamente vuol fare chiarezza su singoli episodi. E tutto questo viene spiegato durante il periodo di addestramento.
Ed ecco perché prima ancora di salire in un’auto di servizio ogni agente mette in conto che potrebbe sparare. Prima o poi.

m.sp.
22.10.2017


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

Il Cardio non paga
e il Mizar si arena
L'INCHIESTA

La scuola volta pagina
con lezioni di sesso
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Kerouac e i bus
direzione a Malpensa
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Lehman Brothers
e la fine del sogno Usa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”
06.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2018
05.09.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 17 settembre prossimo
31.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2017
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Attacco
alla parata,
Iran:
risponderemo

Russia:
manifestanti
chiedono dimissioni
di Putin