I limiti dell'utilizzo dell'arma in ambienti chiusi
Ecco i pericoli
dei colpi vaganti
MAURO SPIGNESI


Va valutato caso per caso, situazione per situazione. Ma certo sparare all’interno di una stanza o di un locale in cemento armato - come quello dove è avvenuta la tragedia di Brissago - è sempre ad alto, altissimo rischio. Perché, spiegano gli esperti, la pallottola può rimbalzare prendendo traiettorie imprevedibili. E finendo per colpire e ferire seriamente chiunque si trovi in un preciso perimetro.
Esplodere un colpo in un ambiente chiuso è sempre un’ultima scelta, estrema, e viene presa quando non ci sono davvero alternative. E di questo fatto sono coscienti anche i tiratori più esperti, quelli che hanno imparato a usare e rispettare l’arma, in particolare la pistola, in tutte le possibili situazioni di pericolo che un poliziotto si può trovare ad affrontare all’improvviso durante un servizio. In particolare è pericoloso sparare in zone chiuse e per giunta poco illuminate, strette dove non c’è possibilità di movimento e dunque secondo l’angolo di tiro si rischia di diventare un facile bersaglio nel caso di una pallottola impazzita.
Diverso il discorso all’aperto, dove le traiettorie possono svilupparsi su spazi molto ampi e dove se una pallottola colpisce il terreno nella maggior parte dei casi vi resta conficcata e difficilmente rimbalza. Ma questo viene già spiegato a chi acquista un’arma e vuole sparare nei diversi poligoni delle associazioni che in Ticino consentono questo tipo di sport.
22.10.2017


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