Il futuro dell'aeroporto secondo il sindaco Marco Borradori
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"Per Agno ora s'impone
un piano B alternativo"
CLEMENTE MAZZETTA


Pur sorpreso per la decisione di Darwin di ridimensionare l’attività dello scalo e non assicurare più i voli di linea su Roma e Ginevra, il sindaco di Lugano Marco Borradori insiste: "C’è bisogno di interventi di sostanza, non solo di restyling per Agno".
Gli investimenti che avevate pensato per rilanciare Agno sono ancora attuali dopo il ridimensionamento annunciato da Darwin, o si impone un piano B?
"I primi investimenti di 20 milioni proposti dal Municipio per l’acquisto di terreni e la realizzazione di due hangar, che in sé sono elementi importanti per il funzionamento dell’aeroporto, oltre ad essere investimenti relativamente sicuri, potrebbero sussistere indipendentemente da ulteriori valutazioni. Ma di fatto s’è sempre detto, e lo ribadisco, che questo primo intervento sarebbe solo il primo passo per quello che sarà il piano di rilancio vero e proprio da attuarsi con un investimento strutturale di 49 milioni da parte di privati".
Cosa pensate di fare a questo punto?
"Se il piano di ridimensionamento di Darwin dovesse confermarsi, così come è stato ventilato, occorre interrogarsi su quello che sarà il piano di rilancio. Occorre guardare con altri occhi il businnes plan e gli investimenti ora all’esame della commissione della gestione del Consiglio comunale. Ed è compito nostro, mio, del Municipio, della Lugano Airport, essere il più oggettivi e corretti possibili".
Quindi concretamente come vi muoverete?
"Quindi la prima cosa che dovremo fare, e lo stiamo sfacendo, è presentare un business plan diverso rispetto a quello in mano della commissione della gestione. Un piano B che prenda atto della nuova situazione, visto che avevamo indicato per il futuro delle nuove destinazioni, un numero di passeggeri che alla luce del ridimensionamento in atto non potrebbero più essere mantenuti".
Senza piano alternativo è inevitabile la chiusura.
"Se l’alternativa è chiudere, si sappia che sarebbe un gesto irreversibile. Chiudere l’aeroporto sarebbe doloroso, ma forse più semplice rispetto alla ricerca di una soluzione. Di certo la chiusura farebbe mancare un’infrastruttura che ha svolto un ruolo importante, si pensi solo all’aviazione privata, ai voli di linea..."
Ritiene l’aeroporto ancora importante per la città?
"Importante per la città e per il Ticino. Avere dei voli di linea per Ginevra e Zurigo, da cui partire per l’Europa e il mondo è un servizio utilissimo per i businnessman, per le aziende, per il turismo, per l’economia".
Però con  Alptransit  con il collegamento ferroviario  per Malpensa, l’importanza di Agno è relativa, non crede?
"Nonostante tutto continuo a ritenere complementari i vettori treno e aereo. Ormai Alptransit è in funzione da un anno e non abbiamo avuto nessun calo di passeggeri sui voli per Zurigo. Concludendo sono dell’idea che l’aeroporto di Agno possa continuare a giocare un ruolo importante per la città, per la regione, per il Ticino. Ma è chiaro che se non si investe, se non si rilancia, l’aeroporto di Agno è destinato a marciare sul posto e, nel medio termine, a declinare".

c.m.
29.10.2017


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