Cresce la sicurezza a Como, Varese e Verbano
Immagini articolo
Al di là della frontiera
in calo furti e rapine
MAURO SPIGNESI


Calano, in alcune realtà, anche parecchio. In tutta la cintura italiana di frontiera i reati diminuiscono sensibilmente, attorno all’11%. Segnano esattamente meno 8 per cento a Como e Varese, segnano - nei dati forniti dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno italiano per il 2016 - addirittura meno 17 per cento nel Verbano Cusio Ossola. Meno rapine, meno furti, soprattutto. E più sicurezza. E allora perché si continua a chiedere a gran voce la chiusura dei valichi e un numero maggiore (30 circa) di guardie di confine, come ha ribadito anche recentemente la commissione della politica di sicurezza del Nazionale? "Perché non sempre la percezione di sicurezza viene avvertita subito e se esiste una crisi finanziaria, le paure aumentano", spiega Marco Dugato, criminologo, docente di Statistica della criminalità all’Università Cattolica di Milano e ricercatore dell’osservatorio internazionale Transcrime.
Analizzando sempre i dati pubblicati in Italia emerge un "generale arretramento di quasi tutte le tipologie di illeciti come scippi borseggi ed effrazioni". Appunto, tradotto dal linguaggio burocratico vuol dire che c’è un calo generale, che gli analisti calcolano in un meno 7,4% su base annua. Cosa significa? "Vuol dire - spiega Dugato - che negli anni successivi alla crisi economica del 2008 alcuni reati come furti e rapine, appunto, erano lievemente cresciuti. C’erano state fiammate post crisi, che poi abbiamo notato che negli ultimi cinque anni, invece, sono progressivamente rientrate nel trend generale di lungo periodo, riferito all’arco degli ultimi vent’anni, e che parla di una complessiva e diminuzione dei reati".
Il problema è comunque capire se meno criminalità nelle zone di frontiera vuol dire anche meno criminalità in Ticino dove  l’anno scorso ci sono state 61 rapine contro le 51 del 2015, ma sono calate le rapine alle stazioni di servizio, quelle preferite dai criminali che arrivano appunto dalle province italiane e poi fuggono attraverso i valichi, passando da 13 a 8.
Un trend, quest’ultimo, che rientra in quello generale che si registra in tutta Europa proprio lungo le linee di confine, dove appunto sono particolarmente attivi i pendolari della criminalità. È una tendenza generale data in particolare da tutte quelle misure scattate con l’accordo di Schengen servite per fare prevenzione. Tanto è vero che complessivamente i reati sono calati del 5 per cento e nel solo periodo che va dal 2007 al 2012 ci sono stati un milione e 200 mila reati in meno. Un processo che l’anno scorso ha riguardato le province di Como, Varese e del Verbano, dove vivono - va ricordato - oltre 1 milione e 600 mila abitanti. Nella prima i reati complessivi sono stati oltre 17mila, nella seconda più di 29mila e nella terza, dove il fenomeno di diminuzione delle attività illecite risulta più marcato, appena 4.211. Sempre nel Verbano i furti sono stati 1.365 e le rapine poco più di una decina.
"Non so se questi dati possano portare, e in che modo, a una minore pressione della criminalità in Ticino - spiega ancora Dugato - ma certo i fenomeni di pendolarismo della criminalità sono minoritari, noi almeno studiando i dati e le dinamiche non osserviamo un movimento strutturato. Anche perché si può osservare banalmente che è più facile per un rapinatore italiano andare a fare un colpo in Francia o in Germania che non in Svizzera dove deve passare una frontiera e dove può incappare nei controlli di polizia".
m.spi.
05.11.2017


IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

Il Cardio non paga
e il Mizar si arena
L'INCHIESTA

La scuola volta pagina
con lezioni di sesso
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Kerouac e i bus
direzione a Malpensa
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Lehman Brothers
e la fine del sogno Usa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Con il "topo morto"
la lotta tra Cia e Kgb
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”
06.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel secondo trimestre 2018
05.09.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 17 settembre prossimo
31.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Popolazione residente permanente, Ticino, 2017
28.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Attacco
alla parata,
Iran:
risponderemo

Russia:
manifestanti
chiedono dimissioni
di Putin