A rischio le semine di grano e orzo, agricoltori in allarme
Tre centimetri al giorno
di calo per il Verbano
MAURO SPIGNESI


I contadini hanno scrutato a lungo il cielo in attesa di un po’ d’acqua piovana. Lunghe settimane di un ottobre tra i cinque più secchi da quando esistono le misurazioni. E anche il Verbano non registrava questi livelli dall’autunno del 2007, effetto devastante della siccità prolungata. Il livello del lago che bagna Italia e Ticino, cala progressivamente al ritmo di tre centimetri al giorno. "Una anomalia che conferma la tendenza ai cambiamenti climatici con impatti sulla natura e in prospettiva sulla vita quotidiana", ha fatto notare la Coldiretti, l’associazione nazionale italiana che raggruppa gli agricoltori, che già contano i danni e chiedono misure di risparmio.
Ieri, sabato, il livello del lago Maggiore nella stazione di Locarno era di 192.41 metri sul livello del mare (a 194.5 scatta il primo livello di allarme). Manca l’acqua. Soprattutto a settembre e ottobre, quando tradizionalmente scende la pioggia, e il bacino si riempie. Quest’anno è andata diversamente. Già quest’estate c’è stato un calo nella produzione di frutta, e l’uva ha segnato una produzione del meno venti per cento, come ha fatto notare la Coldiretti di Novara. La siccità, inoltre, sta mettendo a rischio le semine, in particolare di grano e di orzo.
Gli effetti della siccità si notano un po’ dappertutto. Lungo le sponde affiorano strisce di sabbia che abitualmente sono invece sott’acqua. Il fiume Toce, ad esempio, che dall’Ossola riversa nel lago Maggiore le acque delle Alpi e che ha sempre garantito un abbondante afflusso, in certi punti - ha fatto osservare un servizio del quotidiano La Stampa - assomiglia a una pietraia. Dal primo di gennaio, secondo i calcoli dell’Unità di ricerca di climatologia e meteorologia, sono mancati all’appello 1.254 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno passato. Rispetto all’ottobre scorso, invece, i milioni di metri cubi in meno sono invece 103 milioni (meno 54 per cento di pioggia). Una situazione, come detto, che preoccupa fortemente. E che ha fatto scattare i primi provvedimenti, come la soglia di 380 quintali per i mezzi pesanti da imbarcare sui traghetti.  
Il Ceresio, invece, sempre ieri, sabato, registrava un livello di 270,17 metri (a 271.00 scatta il primo grado di pericolo, che arriva al quarto a 271.80) sul livello del mare calcolato nella stazione di rilevamento di Melide.

m.sp.
05.11.2017


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