Le "persone pericolose" protagoniste di delitti efferati
Gli insospettabili
che aprono il fuoco
MAURO SPIGNESI


Imbracciano un fucile, o prendono un coltello, e poi si scagliano contro i familiari, i compagni di lavoro o i vicini di casa. Da San Gallo a Zurigo, dal Vallese ad Argovia, la cronaca di questi ultimi anni ha raccontato di persone apparentemente insospettabili che invece sono diventate protagoniste di omicidi particolarmente efferati. Era insospettabile, ad esempio, l’operaio di una fabbrica di legname a Menznau, canton Lucerna, che quattro anni fa all’ora della pausa caffè aveva aperto il fuoco sparando sui colleghi. Il bilancio: 2 morti e 7 feriti. L’autore del massacro, 42 anni e oltre dieci nell’azienda, è poi morto. Solo dopo si è saputo che aveva problemi psichici.
E non aveva dato segnali preoccupanti neppure l’uomo di origine napoletana che ad aprile ha ucciso il fratello e la moglie nella loro casa a Interlaken. L’uomo, rimasto ferito gravemente durante l’aggressione, è poi deceduto in ospedale.
Il killer trentenne che quattro anni fa ha sparato con un fucile mitragliatore da una finestra, uccidendo tre donne a Daillon, in Vallese, in passato aveva avuto problemi di salute e di droga. Le vittime avevano 32, 54 e 79 anni. L’uomo ha anche ferito altre due persone: un 33enne, compagno della donna più giovane uccisa, e un 63enne. Al termine dell’inchiesta due distinte perizie psichiatriche avevano diagnosticato una schizofrenia.
Aveva invece precedenti penali il disoccupato di 36 anni, padre di tre bambini, separato, che due anni fa a Wurenlingen ha ucciso i suoceri, un cognato e un conoscente, che era nella casa dove è avvenuto il delitto, e poi si è tolto la vita.
26.11.2017


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