Il finanziere del crac Aston consegnò al ministro dei files
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Due incontri con Gobbi
e le registrazioni audio
LILLO ALAIMO E STEFANO PIANCA


Una volta nel giugno di due anni fa, una seconda -  racconta lui - nell’aprile dell’anno scorso. Ad aprile, quando esasperato dalla lunga attesa e sempre accompagnato dall’amico  che aveva favorito il contatto, il traider Roberto Rivera consegnò al consigliere di Stato Norman Gobbi, alla testa della Giustizia, della documentazione importante. Ma non fu l’ultimo contatto perché, poco più di un mese fa, il 7 novembre, cioè una settimana dopo aver ricevuto la decisione a lui favorevole della Camera dei reclami penali (Crp) - che gli dà ragione sull’attesa ormai decennale del processo - il trader scrive un’email a Gobbi. Gli dice di essere disposto a rinunciare "in maniera tombale a qualunque richiesta di risarcimento danno qualora si riuscisse a mettere fine a tutto questo entro dicembre 2017". Rivera non lo scrive chiaramente nell’email, ma fa intendere che la sua speranza - specialmente alla luce della recente sentenza della Crp - è che dalla procura, o si provino i reati ipotizzati o si arrivi ad un decreto di abbandono del procedimento.
Il giorno successivo, l’8 novembre, Gobbi risponde in modo impeccabile rispetto alla sua carica politica: "Il principio della separazione dei poteri mi impone dei limiti nell’intervento sull’attività giudiziaria della magistratura, magistratura che sarà chiamata a rispondere in caso di danni cagionati illecitamente a terzi. Sulle tempistiche di esecuzione degli accertamenti del Ministero pubblico, non posso interferire. Ho certo espresso, come già fatto in passato le mie preoccupazioni, proprio al fine di evitare risarcimenti importanti".
Ma cosa accadde dopo il primo incontro, quello del giugno 2015, tra Gobbi e il trader Rivera? Ufficialmente e apparentemente nulla. Anche se a quel colloquio seguirono lettere su lettere di Rivera a cariche istituzionali e politiche. E in effetti il 24 ottobre 2016, nel corso di un verbale d’interrogatorio del traider davanti al procuratore Andrea Gianini, il magistrato in una pausa si era come sfogato con Rivera. Il procuratore, si legge in una trascrizione, dopo aver precisato di non avere né ostinazione né acrimonia verso il traider, aggiungeva: "Voglio dire una piccola cosa. Dispiace quando ci sono delle persone che non sanno qual è la fattispecie... poi vengono e mi dicono ‘cosa stai facendo?’. Qui hanno mosso… Sono stato accusato d’essere un pazzo, di avere problemi con la gente che c’ha i soldi. Arrivano politici di tutti i colori. Voglio dire, calmiamoci un attimo… Non so se lei sa cos’è successo?". Ma a questo punto Rivera tronca la discussione con un... "non è oggetto dell’interrogatorio".
Da quel che si intuisce dallo sfogo del procuratore Gianini, qualcuno dal Palazzo della politica o dai vertici della magistratura forse è intervenuto su di lui. Quantomeno solo per chiedergli conto.
10.12.2017


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