Perché dico sì alla legge e all'Albo degli artigiani
"Con regole condivise
si cancellano gli abusi"
PAOLO LOCATELLI, SINDACALISTA "COMMISSIONE LIA"


La legge sulle imprese artigianali (Lia) e il suo albo sono uno strumento votato dal Gran consiglio praticamente all’unanimità con nobili scopi: porre un argine alla concorrenza sleale nel mercato da ovunque arrivi, favorire la qualità dei lavori delle imprese e migliorare la sicurezza dei lavoratori. In questi anni sono venute a galla irregolarità e abusi, di imprese che arrecavano un danno notevole all’intera comunità, visto che si sono perdute cifre d’affari importanti e versamenti di imposte e oneri e sociali. &softReturn;Detto questo, non nascondo che l’introduzione della legge ha incontrato difficoltà. Si pensava all’inizio ad un universo di ditte artigianali attive in Ticino sulle 2.300-2.500 unità per poi farci sorprendere da 5.300 richieste di iscrizione. Ma gli effetti concreti della Lia sono tutti lì da vedere: oggi sappiamo cosa gira in questo cantone nel settore dell’artigianato (oltre 4.200 imprese locali ed un migliaio di ditte estere), abbiamo contenuto il fiorire di ditte bucalettera, verificato le capacità professionali di diversi impresari e, laddove necessario, sospeso i lavori in diversi cantieri, inflitto le relative multe e, ultimo ma non ultimo, contribuito concretamente al rientro di svariati migliaia di franchi di oneri sociali e contributi vari posteggiati presso gli uffici di fallimento. &softReturn;Ora si ritorna a parlare della Lia dopo una sentenza del Tribunale amministrativo. Si tratta di una sentenza che riguarda una singola ditta e non intacca frontalmente l’impianto della legge. In questa sentenza puntuale, si fa accenno però alla fragilità dell’impianto legale dal punto di vista della proporzionalità e della compatibilità rispetto alla Legge federale sul mercato interno. Elemento di cui si era tutti a conoscenza e che sarà chiarito con la sentenza, immagino imminente, provocata dal ricorso della Comco. Ma non affretterei i giudizi. L’interesse pubblico della legge, fattore che permette di limitare la libertà economica, per me esiste. &softReturn;Il nodo centrale resta comunque di attualità: il Canton Ticino deve avere uno strumento capace davvero di arginare gli abusi nel mondo del lavoro e la concorrenza sleale? Certo.Non si tratta di costruire muri o limitare l’arrivo in Ticino di imprese di altri cantoni o estere. Si tratta di disporre di regole valide. Auspico che si possa trovare una soluzione legale per rafforzare l’impalcatura della Lia. A chi soffia contro, ringalluzziti dalla sentenza del Tram, chiedo solo un atto di coerenza: se proprio volete gettare al macero la legge fatelo pure ma indicate una alternativa. L’immagine caricaturale della celebrazione funebre officiata dal capo Dipartimento leghista della Lia, norma che molti hanno impropriamente chiamato e sostenuta come la clava "anti padroncini esteri", più che un sorriso mi provoca una smorfia.
10.12.2017


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