Lo scrittore Saviano e il giornalista Di Lorenzo a confronto
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'Vi spieghiamo perché
l'Italia è disperata"
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Ne hanno discusso per due anni, anche litigando. Non poteva essere diversamente visti i temi trattati: crisi politica ed economica in Italia; emergenza-profughi o quel "fenomeno" che risponde al nome di Silvio Berlusconi. Alla fine, raccontandosi anche l’infanzia - uno è cresciuto prima a Roma, poi, con la mamma tedesca ad Hannover; l’altro a Napoli - Giovanni di Lorenzo e Roberto Saviano ce l’hanno fatta a scrivere a quattro mani un libro ora fra i top in classifica in Germania: "Erklär mir Italien", "Spiegami l’Italia". Siamo andati a cena in una trattoria italiana a Berlino con di Lorenzo - dal 2004 direttore del settimanale Die Zeit - e con Saviano, che ha appena pubblicato "Bacio feroce", la seconda parte del suo romanzo sui Baby killer della mafia. E il primo tema che per forza tocchi con l’autore di "Gomorra", il testo-kult del 2006 sulla mafia napoletana, è quanto oggi in Italia sia cambiata, 11 anni dopo il suo best seller (tradotto in 52 lingue) la percezione e soprattutto la lotta alla criminalità organizzata.
"Anche grazie a quel testo - inizia Saviano, camicia grigia e berretto di lana in testa - il dibattito sulle mafie oggi è più serio, informato. Eppure - ammette con una certa tristezza, ma anche onestà - in Italia non c’è stata una trasformazione epocale del problema". E dopo un attimo di pausa, grattandosi la barba, puntualizza: "Il ritorno sulla scena di Berlusconi ne è d’altronde la dimostrazione". In un Paese con più senso delle leggi forse, i processi e le condanne all’ex presidente del Consiglio e ai suoi fedelissimi "avrebbero squalificato per sempre questa parte politica", nota Saviano. Ma non in Italia.
Come si fa, suona non a caso il sottotitolo del loro libro, "ad amare un Paese che ti spinge alla disperazione"? Tanto più che oggi, aggiunge di Lorenzo, "non si può dire che Berlusconi sia più fresco, ma semmai più ‘restaurato’. Anche se è lui l’anticipazione di quel populismo che vediamo affermarsi ovunque, Usa compresi". Di Lorenzo lo studia da anni il "fenomeno B.", ci ha scritto persino la sua tesi di laurea. Ma nonostante le varie spiegazioni e il libro ora con Saviano, confessa sconsolato: "Non lo comprenderò mai sino in fondo quel fenomeno". Certo, anche Matteo Renzi, "con le promesse non mantenute e una sinistra che non fa che frantumarsi - prosegue di Lorenzo - hanno le loro responsabilità. Ma la peggiore malattia italiana è aspettarsi sempre non tanto un politico, ma un salvatore della patria". Un Messia insomma che, come per miracolo, risolva tutte le rogne degli italiani. Che purtroppo sono tante e, a sentire Saviano, gravissime. "Il mio Paese sta morendo - dice -, ogni anno lo lasciano almeno 100mila persone e siamo il Paese con meno nascite sul Pianeta. Con punte di disoccupazione, al Sud, che superano il 60 per cento. Quindi, o si cambia passo o non c’è più speranza per l’Italia".
Disoccupazione o no, in Germania come in Italia monta una destra sempre più intollerante e razzista. "In Germania - dice di Lorenzo - quest’anno accoglieremo altri 200mila migranti, ma la reazione dei populisti nei due Paesi è differente". Frauke Petry, l’ex segretaria di "Alternative für Deutschland", gli sembra una garbata samaritana nei confronti di Matteo Salvini e della xenofobia sempre più aggressiva della Lega Nord. Anche per Saviano tutta la politica e l’agenda italiana si concentrano oggi sulle dinamiche della migrazione. "I migranti - dice - sono bersaglio e baricentro della campagna elettorale. Di fatto, oggi le destre non devono più spiegare la complessità della situazione in Italia". Da Salvini all’estrema destra di Casa Pound a loro basta incolpare di ogni problema i migranti. O accusare Roberto Saviano, minacciando fra l’altro di togliergli la scorta - ha urlato Salvini - se la Lega andasse al governo. È il punto di non ritorno del dibattitto politico e culturale in Italia: "Oggi - sintetizza Saviano - vieni aggredito, intimidito e delegittimato sul piano personale, ecco la cosa più grave che sta succedendo nel nostro Paese".
Anche per questo, al di là delle lacerazioni nella sinistra o alle promesse di Renzi, Berlusconi sta tornando in scena. E quella di Saviano, conclude di Lorenzo, "resta la voce di un intellettuale che si leva contro il mainstream in Italia". Un Paese che non puoi non amare sino alla disperazione.
17.12.2017


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