Lettera aperta del trader che da 9 anni attende giustizia
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Tutto solo per dirmi...
paga e ti assolviamo
ROBERTO RIVERA


Egregio direttore, generalmente avrei anche potuto rompere il protocollo, come ho fatto più volte, e inviare direttamente questa lettera al consigliere di Stato Norman Gobbi o al Procuratore generale John Noseda o a entrambi e qualcun altro. Tuttavia desidero che quanto contenuto sia di pubblico dominio.
La civiltà della comunicazione e della trasparenza sarà testimone della verità. Io non sono un moralista ma dobbiamo essere capaci di portare avanti la cultura della Legge e soprattutto della correttezza assoluta: quella senza compromessi ovunque.
Le mafie si sono evolute, ma non i metodi di cui si avvalgono: omertà, intimidazioni ed estorsione rimangono i medesimi. Ciò che più è pericoloso è l’infiltrazione, lenta come l’olio che scorre, della mafia nello Stato. E lo fa grazie proprio ai pusillanimi che sotto le vesti dei "pavidi" portano avanti in realtà i disegni dei loro boss. Come? Attraverso la corruzione attiva e passiva ma anche con l’ausilio di tutti quelli che per codardia decidono di essere solo spettatori o ancor peggio spacciano la diplomazia come l’unica cura a un simile cancro.
Le mafie acquisiscono potere sempre nella costante applicazione dell’irregolarità, persino mediante la disonestà intellettuale, attraverso più o meno velate intimidazioni, contando sull’omertà dei molti e avendo come fine ultimo l’estorsione di danaro oggi, quella  di favori o leggi domani.
È alla luce di questa consapevolezza che occorre sempre schierarsi dall’una o dall’altra parte. E se si è contro: nessuna paura. Il paradosso è che si è già riusciti a far passare per indizi di reato il niente mentre si tende a non parlare più invece di prove inconfutabili che non lasciano spazio a interpretazioni: ti assolvo solo se paghi. E fosse solo quello.
Io d’altra parte non ho certo reagito con opportunismi da rinnegare poi tra qualche anno, come di moda oggi. Le denunce si fanno subito e senza indugi. E soprattutto non ci si prostituisce per ottenere una corsia preferenziale. Ma se i controllori voltano la testa dall’altra parte allora essi fanno il gioco di chi abusa o addirittura delinque.
Amo la Svizzera e non credo né ai complotti di sistema né al male generalizzato.  Tuttavia lo Stato deve prendere atto dei mascalzoni in giacca e cravatta che approfittano del potere che gli è stato delegato: loro sì, per scopi illegali o impropri e certamente differenti da quello di amministrare bene le cose dello Stato.
E se io stessi esagerando? Lo spero, perché in quel caso nessuno mi toglierà di mezzo e presto lo Stato di Diritto farà ciò che deve, la normalità della mia vita verrà ristabilita e i responsabili del vero danno cagionato assicurati loro alla giustizia.
Diversamente: non ho paura e ho già messo in conto le reazioni più estreme. Non ci sono persone buone o cattive.  Ci sono solo persone che si comportano secondo la legge e persone che la violano anche in spregio a ciò che rappresentano.
Sono sempre stato ambizioso, qualcuno direbbe anche rampante, ma non a ogni costo. Mai a costo della mia dignità.  Sempre con un sogno in mente e con l’idea di far vedere nei fatti ai miei figli come bisogna lavorare e costruire.
Le nostre azioni raccontano chi siamo. La mia non è una presa di posizione o un eroismo a cui non ho mai creduto e non credo a tutt’oggi per cultura. Al contrario sono convinto sia semplicemente l’unico modo possibile di comportarsi. E tutti abbiamo questa chance. Sta a noi scegliere. Se tutti lavorassero per essere senza scheletri e avessero come obiettivo prima di tutto camminare a testa alta... beh a quel punto miglioreremmo la società e costruiremmo il nostro piccolo pezzetto di mondo.
Circa il lavoro: politico, ingegnere, giornalista, medico, avvocato, professore, commesso, banchiere... Non ha importanza di cosa ci occupiamo, meglio se con passione.
Ciò che importa è il profumo che lascia la nostra presenza e soprattutto se abbiamo davvero il coraggio di fare la differenza.

Roberto Rivera
28.01.2018


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