Il procuratore antimafia Gratteri sulle normative svizzere
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'Le cosche si infiltrano
se le pene sono lievi'
ALESSIA TRUZZOLILLO


La ‘ndrangheta è presente nei territori ricchi, in cui è facile mimetizzarsi. Accade in Svizzera, ma anche in Germania, in Belgio o nel Sud della Francia". Il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro - reduce da una delle operazioni più importanti degli ultimi vent’anni, che vede in parte protagonista anche la Svizzera - non ha dubbi. E parlando con il Caffè spiega qualcosa di molto importante sulla lotta alle mafie.
"Per la criminalità organizzata - dice Gratteri -  è più facile mimetizzarsi in quei territori in cui vi è un problema di conoscenza del fenomeno mafioso e in cui non vi è un sistema penale e processuale in grado di contrastarlo". Il procuratore va oltre nella sua analisi facendo un concreto esempio.
"Basti pensare che in Svizzera - spiega Gratteri - il reato omologo al nostro 416 bis, ovvero l’associazione mafiosa, è l’associazione segreta che prevede una pena edittale (ndr. ovvero il minimo e il massimo stabilito dalla legge) massima di 5 anni, l’equivalente in Italia di una condanna per detenzione di pistola con matricola abrasa. A questo punto e a queste condizioni - aggiunge il procuratore - per le organizzazioni mafiose vale la pena rischiare perché le condanne in cui incorrono sono ridicole".
Inevitabile, di fronte a questo scenario,  chiedersi quali sono le principali attività in Svizzera della ‘ndrangheta. Il procuratore ha una risposta precisa: "Vendere droga, certamente - spiega Gratteri -, ma, in maniera significativa, vi è il traffico di armi. Ci imbattiamo frequentemente in questo reato nel corso delle indagini. Bisogna capire perché dalla Svizzera arrivano armi in grande quantità. Dove sta la falla nel sistema?".
Inevitabile puntare l’attenzione riciclaggio di denaro sporco, professionisti legati alle cosche portano in Svizzera consistenti somme di denaro. "Bisogna però dire - specifica il procuratore Gratteri - che negli ultimi tempi si è registrata una certa apertura da parte delle autorità svizzere. Il sistema bancario oggi risponde alle richieste di rogatoria". Il problema vero, importante, aggiunge il procuratore "è la scarsa conoscenza del fenomeno mafioso, necessaria per operare il contrasto alla criminalità organizzata".

a.t.
28.01.2018


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