Il dottor Giorgio Noseda sull'ospedale del futuro
Il "multisito" è attuale
e continuerà ad esserlo
GIORGIO NOSEDA


Intervengo con la mia ultra trentennale esperienza come ex primario ospedaliero, a Mendrisio e Lugano, e come ex deputato in Gran Consiglio. Ho contribuito attivamente a creare la base legislativa dell’Eoc, l’Ente ospedaliero cantonale, un ospedale multisito (quattro ospedali regionali, Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Locarno) per le cure di base e l’apertura di reparti di medicina altamente specializzata a Lugano e Bellinzona.
Un modello vincente, tuttora vincente sottolineo, invidiatoci anche da altri cantoni, che risponde e continuerà a rispondere anche domani in modo ideale ai bisogni sanitari della popolazione ticinese. Un modello che può e deve essere ulteriormente sviluppato con l’istituzione di dipartimenti trasversali multisito, che agiscano con logiche di condivisione. Si tratta di mettere in atto processi clinici, diagnostici e terapeutici multidisciplinari e di formulare obiettivi unitari. Un esempio è lo Iosi, l’Istituto oncologico della Svizzera italiana: una gestione unitaria, ma multisito, distribuita sui quattro ospedali regionali, e concentrazione dei casi complessi nel reparto altamente specializzato di Bellinzona. Per operare bene, lo Iosi non ha bisogno di essere in vicinanza geografica stretta ad esempio con i due centri altamente specializzati, il Neurocentro e il Cardiocentro, ubicati a Lugano. Un altro esempio: a Bellinzona è previsto l’ospedale pediatrico e di neonatologia, che pure, per bene operare, non deve essere in stretta connessione con i citati reparti specializzati di Lugano. Lo stesso vale per i pazienti politraumatizzati al Civico di Lugano o per la chirurgia viscerale complessa all’ospedale San Giovanni di Bellinzona.
Secondo questo schema, Lugano e Bellinzona, oltre a fornire le cure di base si suddividono le alte specialità in modo razionale. Già in altri cantoni convivono due ospedali, ad Argovia, a Basilea campagna e a Turgovia. La geografia del Ticino è molto complessa per offrire anche a chi abita a Fusio in val Lavizzara o a Scudellate in val di Muggio analoghe opportunità per le cure di base e specialistiche. Non vogliamo certo farne una guerra di religione se effettivamente venisse realizzato il progetto di un ospedale cantonale unico, o tornare a una trentina di anni fa quando ci fu la votazione sulle terapie radianti, contese tra Lugano e Bellinzona.
Dove localizzarlo, dunque, questo eventuale ospedale cantonale? Secondo il baricentro geografico, e vista la complessità geografica del cantone, meglio sarebbe sul Piano di Magadino. Ma c’è anche chi ha avanzato la scellerata ipotesi di costruirlo sul Monte Ceneri.
04.02.2018


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31.12.2018
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