Come si è svolto l'"assessment" per il dopo Noseda
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Ecco le domande
al futuro procuratore
ANDREA STERN


Il perché i risultati del cosiddetto "assessment" non possano essere resi pubblici, è difficile da comprendere. Leggendo le domande che l’Istituto di psicologia applicata della Zhaw di Zurigo ha posto in ottobre ai quattro candidati per la successione del procuratore generale, John Noseda, non si trova nulla che possa violare la sfera personale.
A Moreno Capella, Andrea Pagani, Antonio Perugini ed Emanuele Stauffer è stato chiesto ad esempio "quali obiettivi desidera raggiungere nel corso del suo primo semestre", "come si immagina il suo metodo di lavoro e il suo ruolo in qualità di procuratore generale", "a quali sue capacità, qualità ed esperienze potrà ricorrere e in quale modo", "dove nota, in se stesso, l’esigenza di uno sviluppo o di un cambiamento personale alla luce degli obiettivi da raggiungere" o ancora "dove si vede fra cinque anni".
Domande che i candidati hanno ricevuto a casa alcuni giorni prima dell’appuntamento a Zurigo e per le quali hanno potuto preparare le risposte per iscritto. Quindi, nel giorno del test, i quattro aspiranti procuratore generale sono stati sottoposti, tra le altre cose, a una simulazione di colloquio con un dipendente della Zhaw cui andava rimproverata una mancanza lavorativa, sotto lo sguardo di due psicologi. Poi è partita un’altra serie di domande. In questo caso 300, tutte a "risposta chiusa", come ad esempio "preferisce il caldo o il freddo" a "è più importante il lavoro o la famiglia".
Indicazioni che qualcuno potrebbe ritenere personali ma che non dovrebbero disturbare chi ambisce a occupare una carica sotto i riflettori come quella di procuratore generale.
Fatto sta che, come già emerso, colui che ha brillato più di tutti sembra essere stato l’outsider Emanuele Stauffer, penalizzato nella corsa in Procura dalla volontà politica di privilegiare un candidato interno. Stauffer sarebbe stato l’unico a ottenere la valutazione di 1 su 3, la migliore. A Capella e Perugini sarebbe stato assegnato un 2, mentre il voto peggiore, 3, sarebbe andato a Pagani.
Perché e percome Stauffer sia stato il più brillante non lo sapranno però mai coloro, i granconsiglieri, che durante la seduta del prossimo 19 febbraio saranno chiamati a scegliere uno fra i quattro candidati. I deputati riceveranno dall’Ufficio presidenziale unicamente le indicazioni espresse dalla Commissione di esperti indipendenti. Nella loro delicata scelta non potranno quindi tenere conto anche dei risultati dell’"assessment" commissionato dallo stesso Ufficio presidenziale a un istituto, la Zhaw, che si è già occupato in passato di valutare i candidati al Ministero pubblico della Confederazione e a varie procure cantonali, tra cui Zurigo e Berna.
Cinque ore di esame e 28’000 franchi. Ma stando all’Ufficio presidenziale si è trattato di un test che potrà essere utile in vista di futuri concorsi. Intanto negli scorsi giorni Ps e Lega hanno sentito i candidati. Nei prossimi giorni sarà il turno degli altri partiti.

astern@caffe.ch
04.02.2018


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