Una donna racconta l'odissea tra vari studi specialistici
Immagini articolo
"Il mio calvario medico,
si poteva risparmiare"
LETTERA FIRMATA


La lettera della signora R. G. (la sua identità è conosciuta dalla redazione) è significativa e ben si inserise nell’ambito della discussione sui salari dei medici. Al Caffè ha raccontato il suo peregrinare da uno studio all’altro.

Premessa. Per la mia privacy rimarrò anonima. Non farò nomi di medici e di istituti di cura, perchè non voglio denunciare nessuno, ma solamente il sistema, che secondo me non funziona. Ho 69 anni. Circa un anno e mezzo fa comincio ad avere dei disturbi (infezioni urinarie, andare spesso in bagno, fastidi ecc.). Vado dalla mia ginecologa (medico A): mi dice che ho un prolasso della vescica. Mi propone di togliere l’utero per via vaginale (40% di recidive). Le dico che sono a conoscenza di un intervento chiamato Pops (salva utero, lo avevo visto una trasmissione medica alla Rai) che in Italia viene eseguito da oltre 10 anni (per via laparoscopica e con una benda vengono riposizionati gli organi prolassati, con solo il 0,5% di recidiva). Casca dalle nuvole, però mi dice che s’informa. Qualche tempo dopo mi dice che in un istituto di cura pubblico c’è un medico che fa questo intervento. Mi dice anche di aspettare, non c’è fretta, mi propone fisioterapia e ginnastica per rinforzare il pavimento pervico. Miglioro un po’, ma solo per un paio di mesi. Poi ricomincio con le infezioni.
Qualche mese dopo torno dal medico A e gli dico che voglio fare l’intervento, perchè sono proprio stufa. Mi ripropone l’intervento chirurgico con rimozione dell’utero. Gli ricordo che mi aveva detto di quel medico che fa l’altro intervento. Risposta: "Ma alla sua età l’utero non le serve più, non vedo perchè non lo vuole togliere, serve solo per fare bambini". Il medico che ha ideato l’intervento Pops dice che l’utero non serve solo per le gravidanze, ma anche per tenere separati la vescica dal retto. Se noi togliamo l’utero creiamo uno spazio e la vescica si sposta e ridiscende. Gli dico che ci voglio pensare.
Come faccio per sapere il nome di quel medico? Invio delle mail ad un istituto di cura pubblico e a due cliniche private. Una neanche mi risponde, l’altra mi dice che nel loro sito trovo l’elenco dei medici con le loro specialità (ne so quanto prima). L’unico che mi risponde è il capo clinica di ginecologia dell’istituto pubblico; mi dice che lui e il primario si occupano di prolassi e di prendere un appuntamento. Vado da questo medico (medico B), ma scopro che non esegue l’intervento che dicevo io, ma uno più o meno simile, però anche lui dice che s’informa. Qualche giorno dopo mi comunica che quell’intervento viene eseguito solamente a Ginevra e Friborgo e che in Ticino non troverò nessuno che si occupa di prolassi tranne lui e il primario. Decido di fare il suo intervento. Dopo la visita medica mi propone, per via laparoscopica, di togliere l’utero (anche lui) e di fissare la vescica all’osso sacro con una rete. Però dice che se durante l’intervento vedono che l’aorta e la vena vaga passano troppo vicino al sacro non si può fare e bisogna intervenire per via vaginale. Anche a lui dico che ci voglio pensare, perchè se così fosse mi ritroverei al punto di partenza e con tre buchi nella pancia per niente. Stavo veramente pensando di andare a Friborgo. Un giorno mi metto davanti al computer e guardo la lista dei medici di quell’istituto privato pensando di scrivere a tutti quelli con specialità nel campo pelvico. Fra questi noto un chirurgo che esegue interventi laparoscopici senza cicatrici. Mi chiedo, ma come fa? È uno stregone? Vado sul suo sito e scopro che è anche medico proctologo, come quello del metodo Pops, e addirittura lo nomina, a proposito di un intervento proctologico. Gli scrivo. Qualche giorno dopo mi risponde dicendomi che sì, esegue questo intervento in laparoscopia. Prendo un appuntamento (medico C) e mi dice: prima di tutto questo intervento non lo fanno solo a Ginevra e Friborgo, ci sono altri centri in Svizzera e in Ticino, che oltre a lui ci sono almeno altri due medici. Mi dice anche che tutti volevano togliermi l’utero che è l’unica cosa che non è prolassata, non sarebbe servito a niente. Il mio problema è il prolasso del retto che ha coinvolto la vescica. Sia al medico A che al medico B avevo detto che da quando è cominciata questa storia soffrivo di una stitichezza alluccinante (uno dei due mi ha dato un lassativo).
E allora, se avessi dato retta al medico A avrei fatto un intervento inutile e controproducente; il medico B mi avrebbe risolto il problema della vescica, ma entrambi non avrebbero risolto il problema del retto che sarebbe rimasto prolassato. A mio avviso un medico finchè esercita deve essere aggiornato per lo meno nella sua specialità, anche se non vuole eseguire un certo intervento deve poter dire al paziente che c’è il dottor Tal dei Tali che lo fa, e non cadere dalle nuvole. Se il medico A mi avesse mandato direttamente dal medico C la cassa malati ed io avremmo risparmiato un bel po’ di soldi. Per aver trovato il chirurgo giusto dovrei ringraziare il mio medico di fiducia, invece no, devo ringraziare la Rai, il dr. Google, la mia tenacia e curiosità, il signor Per Caso e la signora Fortuna. A tutte quelle donne che dovessero avere un prolasso pelvico, se vi propongono di togliere l’utero (a patto che sia sano), scappate, informatevi! Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano il medico cantonale e l’Ordine dei medici.

r.g.
04.03.2018


IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

"Troppi negozi chiusi,
ogni mese 5 in meno"
L'INCHIESTA

La "bolla integralista"
cresce nelle carceri
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Sparate leghiste
da ignorare sempre
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Una politica assente
per il business migranti
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Orchi e melodrammi
non scaldano Cennes
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
L'amore d'antan
nel "Regality show"
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, maggio 2018
08.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, primo trimestre 2018
06.06.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 18 giugno 2018.
06.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2018
01.06.2018
In occasione della "Settimana europea per lo sviluppo sostenibile", in programma dal 30 maggio al 5 giugno 2018, il Dipartimento del territorio (DT) ha aggiornato le pagine del proprio sito tematico, mettendo in evidenza attività e progetti promossi in collaborazione con i numerosi partner [www.ti.ch/sviluppo-sostenibile]
30.05.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile e primo trimestre 2018
29.05.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, aprile e primo trimestre 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Macron
ipoteca
il mini vertice
europeo

Bosnia-Erzegovina:
la rotta dei migranti
al confine
con la Croazia