Bilanci, personale e visitatori dei casinò in tutta Europa
Calo di utili e clienti,
si salva solo l'Inghilterra
MAURO SPIGNESI


Si salva solo il regno Unito. E, in parte, la Spagna, Ovunque in Europa i casinò arretrano. Meno fatturati, meno visitatori, meno dipendenti. Dalla Germania sino a Monaco è un susseguirsi di bilanci in chiaroscuro. Dovuti, secondo le analisi di European casinò association, in particolare alla crescita del gioco online e alle slot che hanno invaso i bar. Ma non solo. Anche a strategie probabilmente sbagliate e alla poca attenzione alle spese. E così nei 66 casinò tedeschi, circa la metà di proprietà statale, lo scorso anno sono stati registrati guadagni oltre i 660 milioni di euro, 19 milioni in più dell’anno precedente, ma meno, molto meno, rispetto a qualche anno fa. Il calo delle entrate delle sale da gioco tedesche dal 2008 a oggi è del 45%. Gli ingressi, invece, sono stati 5,5 milioni nel 2016, ovvero meno 2% rispetto a tre anni prima. In compenso in Germania non c’è stata una grossa emorragia di posti di lavoro come altrove, dal 2013 al 2016 sono stati tagliati 85 impieghi su un totale di circa 5.000.
In Francia, dove i casinò sono duecento e sono controllati da quattro grandi gruppi imprenditoriali del settore, e dal 2013 ne sono stati aperti tre nuovi, la cifra d’affari complessiva è di 2,26 miliardi di euro. In lieve calo rispetto all’anno prima ma con una crescita di giocatori e visite: un aumento che ha toccato quota 32 milioni. E tuttavia il settore del gioco ha perso 500 posti di lavoro dal 2013 al 2017. Gli impieghi sono 14.500. C’è da ricordare che la Francia ha introdotto nuove regole sul gioco d’azzardo e dal 2010 ha legalizzato il gioco online.
Diverso il discorso della Spagna, dove tutti gli esperti sono concordi nel dire che il settore del gioco sta conoscendo una seconda vita. Dopo la crisi del Paese messo in ginocchio anche dalla bolla immobiliare delle seconde case, il fatturato generale generato dai 53 casinò operativi, è salito a oltre 409 milioni. In tre anni l’aumento è stato attorno al 12 per cento. Anche i giocatori, in tutto 5 milioni, sono aumentati nell’ultimo anno del 5%. Ma nonostante questi numeri positivi il settore, che conta circa 5.000 dipendenti a tempo pieno, negli ultimi anni ha perso attorno alle mille buste paga. In Austria, invece, Casinos Austria, ha vinto le gare ottenendo la concessione per gestire gli 11 casinò sul territorio. Tre nuove licenze sono state poi concesse qualche anno fa ad altri gruppi.
L’Inghilterra, patria delle scommesse e dove si punta su tutto, dai cavalli alle roulette, segna un aumento di più 21% del suo business, con 1,4 miliardi di ricavi nei 148 casinò autorizzati. Il settore, gestito per la gran parte da due società malesi, impiega 15.566 persone, e negli ultimi anni ha creato nuovi posti di lavoro visto che i dipendenti nel 2013 erano 14.737.
Il Principato di Monaco, infine, dove il gioco d’azzardo è una tradizione storica e attira ricchi giocatori da tutto il mondo, con i suoi quattro casinò, tutti gestiti dalla stessa società, la Bains de mer, riporta un calo nel 2016 (ultimo dato ufficiale di European casinò association) di 13 miloni e una cifra d’affari di 207 milioni di euro.

m.sp.
12.08.2018


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