Emilio Catenazzi lascia la commissione dell'Eoc
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Dopo le polemiche
l'ex giudice si dimette
ANDREA BERTAGNI


L’ex giudice federale Emilio Catenazzi si è dimesso dalla Commissione speciale di ricorso dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), di cui era presidente. Le dimissioni di Catenazzi sono state inviate all’Eoc per lettera venerdì 24 agosto. Riunitosi lunedì scorso, il Consiglio di amministrazione (Cda) dell’Ente ha preso atto della decisione. Sarà ora avviata una procedura per individuare un sostituto, che dovrà essere concordato con il personale.
Le dimissioni dell’ex giudice federale fanno seguito alle rivelazioni  dello scorso 19 agosto del Caffè, in cui si diceva dell’apporto di Catenazzi alla preparazione dell’iniziativa popolare che i vertici del Cardiocentro e l’associazione Amici del Cardiocentro hanno intenzione di lanciare.  Apporto che aveva sorpreso i vertici dell’Eoc, essendo l’ex giudice presidente "super partes" della Commissione incaricata di redimere le vertenze tra l’ospedale pubblico e il personale. "Può Catenazzi essere ancora considerato ‘neutrale’ per l’Eoc? Vista l’importanza del Tribunale arbitrale, occorre evitare ogni dubbio circa l’indipendenza, l’imparzialità o meglio la ‘terzietà’ dell’arbitro", aveva detto al Caffè il presidente dell Consiglio di amministrazione dell’Eoc, Paolo Sanvido, apprendendo con stupore la notizia che l’ex giudice "è anche il consulente di chi si oppone al passaggio del Cardio all’ente pubblico, cioè a tutti i ticinesi".
Il presidente della Commissione speciale di ricorso dell’Eoc per statuto deve essere "neutrale" e per questo, di regola, essere un magistrato. Vista la composizione di questa commissione speciale, in cui siedono anche un rappresentante dell’Eoc e uno delle organizzazioni sindacali, il presidente è praticamente l’ago della bilancia. Dato il suo ruolo super partes, il presidente della Commissione può quindi essere ricusato, se ci sono dubbi legittimi sulla sua indipendenza e imparzialità.
Il testo dell’iniziativa popolare è ancora in fase di "affinamento" e dovrebbe essere lanciata a breve. Secondo i vertici del Cardiocentro e gli Amici del Cardiocentro il testo "consentirà di formulare una proposta al Paese, ragionevole ed equilibrata, che mira ad assicurare, anche in futuro, la stessa qualità delle cure che il Cardiocentro ha garantito a tutta la popolazione ticinese negli ultimi 20 anni".
Di parere opposto i vertici dell’Ente ospedaliero, per i quali con l’iniziativa si vuole di fatto "semiprivatizzare un servizio pubblico. Ipotesi su cui il popolo ticinese si è già espresso, scegliendo chiaramente un servizio pubblico forte". Scettico anche il direttore del Dipartimento sanità e socialità, Paolo Beltraminelli, secondo cui con il testo in votazione si rischia di dividere il Ticino in fazioni facendo soltanto male alla sanità del cantone.

an.b.
02.09.2018


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