Favorevoli e contrari a tenere fermi gli orologi tutto l'anno
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L'ora che manda in tilt
le lancette europee
ANDREA BERTGNI


Tutto è partito da un sondaggio online, a cui hanno partecipato 4,6 milioni di cittadini europei, dai risultati molto chiari: i cambi periodici di orario vanno vietati. Basta insomma spostare due volte l’anno le lancette degli orologi avanti e indietro. Che ci sia sempre la stessa ora, in estate e in inverno. I risultati della consultazione arrivano sul tavolo della commissione dell’Unione europea che annuncia una proposta legislativa. Non vengono però date indicazioni di scelta fra l’ora solare e quella legale. Spetterà agli stati dell’Ue decidere.
Partita per semplificare un noioso spostamento di lancette, la proposta sembra invece ingarbugliare ancora di più la matassa. Paesi baltici, Svezia e Finlandia sostengono che il cambio d’ora provocherebbe disturbi di sonno e poi ci sarebbero problemi di risparmio energetico. E la Svizzera? Per il momento sta alla finestra, dopo che nel 1981 si era adattata agli Stati confinanti, andando contro il parere del popolo. Tra cui, come racconta Roberto Aerni, presidente dell’Unione contadini, molti agricoltori, persuasi che un’unica ora fosse più che sufficiente. Per Alberto Siccardi, imprenditore, lo spettacolo offerto dall’Ue è stato imbarazzante, essendoci problemi più importanti dell’ora legale.

an.b.


Per i lavori nei nostri campi  è meglio tornare al passato
Roberto Aerni Contadino, presidente dell’Unione contadini ticinesi

Se ben ricordo il popolo svizzero una quaratina di anni fa, nella votazione popolare del 28 maggio 1978, aveva votato sul mantenimento dell’ora legale, ma il Consiglio federale ha dovuto piegarsi a quello che avevano deciso in Europa, in particolare in Italia e in Francia, ossia il cambio dell’ora due volte l’anno e quindi all’introduzione dell’ora estiva, anche se quest’ultima era stata respinta a chiara maggioranza. Ricordo che come contadini eravamo contrari all’introduzione del doppio cambiamento di orario. Ciò nonostante abbiamo accettato la decisione e ci siamo adattati. Ora si vuole rimettere in discussione di nuovo l’orario e un po’ ci viene da sorridere, perché ci sembra di assistere a un "fare e disfare le cose", come se fosse un gioco.
Tuttavia, ritornare all’ora solare, abolendo quella legale, che è chiamata anche "estiva", sarebbe comunque meglio, perché il lavoro agricolo ne sarebbe avvantaggiato, basti pensare alla fienagione. Ciò detto non è sicuramente una proposta chiara, perché, spetterebbe comunque agli stati membri dell’Ue decidere se restare all’ora solare o legale, in quanto la scelta del fuso orario resta una competenza nazionale.
Non bisogna dimenticare che la disponibilità di luce varia a seconda della localizzazione geografica degli stati membri dell’Ue. In quelli settentrionali vi sono infatti sbalzi stagionali relativamente ampi riguardo alla quantità di luce a disposizione nel corso dell’anno, con inverni bui caratterizzati da scarsa luce diurna ed estati luminose caratterizzate da notti brevi. Negli stati più meridionali la distribuzione della luce tra giorno e notte vede invece scarsi cambiamenti durante l’anno.
Per il mondo contadino l’ora solare è sicuramente più naturale e di conseguenza è da preferire, anche perché in questo modo verrebbero turbati in misura minore i ritmi biologici e le attività agricole, anche se comprendiamo bene che i principali vantaggi dell’ora di luce in più durante i mesi invernali sono legati al minor consumo energetico e al fatto di poter godere per più tempo dei raggi del sole.
Al di là di come andrà a finire, dei 4,6 milioni di cittadini europei che hanno partecipato al sondaggio la maggioranza (l’80 per cento) preferisce l’abolizione del passaggio, siamo in ogni caso dell’idea che i veri problemi dell’Unione europea siano altri e non capiamo come si possa discutere in maniera così animata di un tema così secondario.


Un’idea inutile e dannosa creerebbe soltanto fastidi
Alberto siccardi Imprenditore, titolare della Medacta di Castel San Pietro

La proposta della commissione dell’Unione europea (Ue) di abolire l’ora legale è inutile, dannosa e noiosa. Sarebbe ora che a Bruxelles si svegliassero e facessero cose più intelligenti, perché questa ultima proposta fa veramente ridere. È disgustoso vedere in che mani siamo.
Sono ovviamente contrario a questa proposta. Anche perché l’Ue ha problemi molto più grossi da affrontare invece di perdersi in queste inutili schiocchezze. Il riferimento va ad esempio al tema dei migranti, su cui l’Ue sta perdendo credibilità, come già successo in passato all’ex presidente del consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi.
Prima o poi, ne sono convinto, questo problema scoppierà in tutta la sua drammacità e ne vedremo delle belle. Anche perché, piano piano, qualcosa sta cambiando. Lo abbiamo visto con il risultato del referendum italiano del 4 dicembre 2016, quando la maggioranza dei votanti ha respinto il testo di legge costituzionale della cosiddetta riforma Renzi-Boschi. E lo stiamo vedendo oggi con il nuovo approccio del ministro dell’interno Matteo Salvini.
Ritornando alle conseguenze della proposta, per il mondo delle imprese, per una come la nostra orientata all’esportazione, l’abolizione dell’ora legale sarebbe in ogni caso un noia in più. Già oggi la nostra azienda deve perdere tempo ogniqualvolta deve comunicare con le filiali in Inghilterra e in Grecia, dove le lancette sono spostate un’ora indietro e un’ora in avanti. Figuriamoci cosa potrà accadere se ogni stato dell’Ue facesse un po’ quello che vuole, visto che poi spetterebbe comunque agli stati membri dell’Ue decidere se restare all’ora solare o legale.
Torno a ripetere quanto già detto in precedenza. I problemi di Bruxelles sono altri e se non se ne accorgeranno ne vedremo delle belle alle prossime elezioni dell’anno prossimo. Di certo io mi impegnerò affinché le cose cambino. Così non si può più andare avanti. Non è possibile perdersi dietro a certe sciocchezze, anche se vengono camuffate come problemi e si avviano sondaggi tra la popolazione. Sondaggi di cui nutro forti dubbi sulle modalità. Mi piacerebbe infatti vedere come è stato realizzato questo sondaggio, quali sono state le domande poste.
Anche in questa occassione, presentando cioè questa proposta di abolizione dell’ora legale, i vertici dell’Unione europea hanno dimostrato quanto valgono, senza rendersi conto di quanto sono lontani dai veri problemi.
09.09.2018


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La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
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