Ecco a chi conviene la riduzione del moltiplicatore
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Sgravi fiscali per tutti
con un taglio del 5%
CLEMENTE MAZZETTA


L’idea è semplice. Lineare. Un taglio del 5% delle imposte per tutti. La proposta "estiva" del ministro dell’economia e delle finanze Christian Vitta, ha il pregio della chiarezza. Riducendo linearmente le imposte favorisce il ceto medio-alto, quelle famiglie che non ricevono sussidi e che sopportano il maggior peso fiscale del cantone.
Ma rappresenta anche un primo "sondaggio d’opinione" verso le altre forze politiche, in vista della prossima riforma fiscale per le imprese. Vitta ha già anticipato un taglio sull’utile delle società dall’attuale 9% al 6%. E mentre le forze politiche si dividono, si resta in attesa dell’esito del "Progetto fiscale 17" in discussione a Berna, in sostituzione della "Riforma delle imprese III"  bocciata nel referendum dello scorso anno (ma approvata in Ticino). In pratica si tratta di equiparare la tassazione di 24mila aziende internazionali che godono di imposte di favore, al resto delle imprese svizzere, alzando le aliquote sugli utili delle prime e abbassando quelle delle seconde. Il tutto cercando di evitare una riduzione eccessiva del gettito fiscale e lasciando ai cantoni margini di "operatività". Vitta ha anticipato leggermente questa "operatività" con la proposta del taglio del 5% a favore di tutti. Tranne ovviamente dei contribuenti che non pagano imposte, quasi 50mila in Ticino, il 25% della popolazione fiscale. Una semplice proposta che avrà effetti sull’economia, le famiglie, i comuni, il bilancio del cantone, le aziende e... le elezioni.

cmazzetta@caffe.ch

   

Peso sulle Famiglie del ceto medio
Le ragioni del si - Una misura semplice e proporzionale
È una misura semplice e immediata. Le famiglie possono sapere subito di quanto saranno loro ridotte le imposte. Riduce la pressione fiscale che in Ticino è elevata. Nel confronto per le persone fisiche il cantone nel 2018 è in quint’ultima posizione rispetto al resto della Svizzera. Questa soluzione rende più competitivo il cantone e lascia più soldi in tasca al ceto medio.
Le ragioni del no - Ma è un taglio solo apparente
Con questo taglio lineare i contribuenti del ceto medio avranno uno sgravio minimo. Ad esempio, un lavoratore con due figli a carico, con un reddito di 70mila franchi avrà uno “sconto” di 170 franchi annui. Scendendo, per la fascia di reddito imponibile tra i 30 e i 40mila franchi, il beneficio medio annuo per famiglia sarà irrisorio, neanche 60 franchi: non sarà questa misura a fare la differenza.

Peso sulle famiglie del ceto medio-alto
Le ragioni del si - La curva delle aliquote è invariata, solo alleggerita
In Ticino le aliquote con cui si calcolano le imposte fiscali sono molto sociali. Sono più basse per i redditi modesti, mentre crescono progressivamente per i redditi elevati. Il taglio lineare lascia invariata questa modalità, non tocca il criterio sociale progressivo dell’imposizione fiscale. Semplicemente la alleggerisce. Non dimentichiamo che solo l’1% dei contribuenti paga imposte che producono il 56% del gettito fiscale.
Le ragioni del no - Favorisce in modo particolare i ricchi
A guadagnarci da questa riforma saranno i grandi redditi, i patrimoni e le grosse ditte. Ad esempio un contribuente con due figli a carico con un reddito di 250mila di franchi avrebbe uno sconto di 1’360 franchi. A queste persone la recente riduzione fiscale sulla sostanza delle persone fisiche - approvata lo scorso aprile con solo 193 voti di scarto - ha già garantito sgravi per diversi milioni di franchi.


Peso sulle famiglie del ceto Basso
Le ragioni del si - Non vengono toccati i cittadini esentasse
Il provvedimento non inciderà minimamente sulla quota di coloro che attualmente non pagano imposte, circa il 25% dei contribuenti. Ovvero circa 43mila nuclei, con redditi non imponibili e quindi esentasse, già ampiamente sostenuti dallo Stato. La riduzione del 5% lineare proposta da Vitta avrà invece effetto per tutte le altre fasce dei cittadini che pagano le imposte in proporzione al reddito.
Le ragioni del no - Meglio ripristinare gli aiuti sociali tagliati
È vero che il Welfare in Ticino è molto avanzato, ma in passato si sono ridotti sussidi e aiuti sociali proprio per far fronte alle difficoltà finanziarie del cantone. Ora che le finanze dello Stato sono migliorate, invece che aiutare chi sta meglio, sarebbe meglio ripristinare gli aiuti sociali e i sussidi per le casse malati tagliati in passato, altrimenti si opera una ridistribuzione economica a favore dei ricchi.


Incidenza sulle finanze
Le ragioni del si - Il Cantone può sopportare un taglio di 70 milioni
La riduzione di 5 punti del moltiplicatore cantonale dovrebbe ridurre le entrate di circa 70 milioni. Un “sacrificio” sostenibile per le casse dello Stato su un bilancio di 3,5 miliardi. Il mancato gettito sarà in parte compensato da nuove risorse finanziarie che giungeranno da Berna a seguito della riforma fiscale federale. La stima del Dipartimento delle finanze lo calcola nell’ordine di 36 milioni di franchi annui.
Le ragioni del no - Si stanno mettendo le basi per ulteriori tagli sociali
Il mancato gettito di 70 milioni di franchi nelle casse pubbliche non sarà neutro: di fronte alle prime difficoltà finanziare, porterà inevitabilmente ad una nuova politica di tagli alla scuola, alla sanità e a tutti i servizi pubblici, come è stato fatto in passato.
Solo due anni fa, per far fronte alle difficoltà, si sono ridotte le spese per le prestazioni sociali, si sono tagliati sussidi e si sono aumentate alcune tasse.


Incidenza sui bilanci comunali
Le ragioni del si - Un provvedimento completamente neutro
Lo sconto del 5% del moltiplicatore sulle persone fisiche non incide minimamente sui bilanci dei comuni. Si garantisce in questo modo il rispetto del principio dell’autonomia comunale, non implicando alcuna conseguenza finanziaria. Per i comuni inoltre il Dipartimento sta valutando una modifica della perequazione finanziaria intercomunale, attualmente un elemento frenante delle aggregazioni.
Le ragioni del no - Bisogna rivedere i compiti e gli oneri dei comuni
Negli ultimi anni i comuni si sono fatti carico di oneri per far quadrare i conti del cantone. In pratica i buoni risultati delle finanze cantonali si sono realizzati scaricando compiti ai comuni. Se le finanze dello Stato vanno meglio si dovrebbero a questo punto ripensare i compiti e gli oneri fra cantone e comuni rivedendo quei prelievi “provvisori” che invece sono diventati strutturali.


Gli effetti sulle aziende
Le ragioni del si - Le società saranno più competitive
Il taglio lineare del 5% avrà effetto anche per le aziende, per le quali è in vista anche una riduzione dell’aliquota dell’imposta sull’utile delle società, che passerà dal 9% attuale al 6%. Questa aliquota si applicherà a tutte le aziende, ponendo tutti su un piano di uguaglianza. Si tratta di provvedimenti necessari per rendere competitivo il cantone che aveva già accettato la Riforma delle imprese III (bocciata a livello nazionale).
Le ragioni del no - I favori alle imprese costeranno molto caro
La riduzione del moltiplicatore è il mezzo con cui si tenta di far passare gli alleggerimenti fiscali per le persone giuridiche, in programma per i prossimi mesi. Il “Progetto fiscale 17”, l’alternativa alla terza riforma dell’imposizione delle imprese bocciata alle urne in passato, prevede notevoli riduzioni delle aliquote alle imprese, a danno delle casse pubbliche. I mancati introiti per i cantoni determineranno nuovi tagli sociali.


Efficacia della manovra
Le ragioni del si - Sarà una riduzione generalizzata per tutti
Una riduzione del moltiplicatore permetterà a quel ceto medio che paga le imposte e non riceve sussidi, un risparmio del 5%. Verrà applicato a tutti i contribuenti, alle coppie sposate con o senza figli, agli anziani e ai giovani. E soprattuto anche alle persone sole, che non hanno mai ricevuto riduzioni dalle passate riforme. Una riduzione proporzionale al reddito che alleggerisce la pressione fiscale.
Le ragioni del no - Introduce un elemento di incertezza per il futuro
La riduzione del moltiplicatore del 5% ora che le finanze vanno bene, introduce un elemento di incertezza fiscale e rischia di avviare una corsa elettorale al ribasso anche nei comuni. Ma è anche una manovra semplice e meccanica, che potrebbe essere usata in modo opposto qualora le finanze andassero peggio. Si deve sapere quanto si pagherà senza incertezza sul futuro.


Conseguenze per l’economia
Le ragioni del si - Un incentivo che agirà da volano moltiplicatore
La riduzione del moltiplicatore avrà un effetto benefico sull’economia, le famiglie pagando meno imposte avranno più risorse a disposizione. I 60-70 milioni ritorneranno nell’economia. È prevedibile una crescita dei consumi interni.
Analogamente le imprese e le società avranno a disposizione capitali da reinvestire in attività in Ticino con un possibile aumento proporzionale dell’occupazione.
Le ragioni del no - Uno sconto insufficiente per rilanciare i consumi
I contribuenti della fascia media avranno sì uno sgravio delle imposte, ma questa riduzione sarà minima, insufficiente per rilanciare i consumi.
Anche le imprese che pagheranno meno imposte è improbabile che reinvestano i soldi nell’economia ticinese. Quel che succederà è invece una minor entrata fiscale per lo Stato che sarà a corto di risorse per fornire servizi alla popolazione, anche al ceto medio.
09.09.2018


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