Una azienda di Rovio contro il Diartimento del territorio
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"Il progetto? Bocciato
ora presento denuncia"
ANDREA BERTAGNI


Dice d’essere "deluso" Marco Piffaretti, titolare della Protoscar di Rovio. Il suo progetto Interreg per l’uso delle auto elettriche nel settore turistico, è stato bocciato dal Dipartimento del Territorio, secondo lui ingiustamente, nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014-2020. "Non voglio fare la guerra al Cantone - dice -, ma considerando l’enorme impegno che serve per preparare una candidatura vorrei che in futuro si possa evitare che altre aziende ticinesi investano risorse in proposte che sulla carta centrano il bersaglio, ma nella realtà non vengono finanziate dal Cantone".
La rabbia di Piffaretti è presto spiegata. Pur sostenuto dall’Agenzia turistica ticinese e, inizialmente anche dal Dipartimento del Territorio, il progetto Interreg presentato da Protoscar assieme all’Accademia europea di Bolzano, viene scartato in Ticino ma non Italia, dove riceve i finanziamenti richiesti (1,5 milioni di euro, da parte svizzera erano stati domandati 500mila franchi). Ironia della sorte, secondo Piffaretti, vengono invece premiate iniziative ticinesi, che promuovono sempre la cooperazione tranfrontaliera, che hanno ricevuto punteggi minori. E peggio. "C’è il sospetto che il Dipartimento del Territorio ha attribuito i voti in modo da favorire i progetti propri, in palese conflitto di interesse", annota il titolare della Protoscar. L’osservazione dell’imprenditore è riferita al doppio ruolo del Cantone: da una parte è "giudice", dall’altra anche promotore".
Da qui l’inoltro del reclamo all’Autorità di gestione del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014 -2020. E in via alternativa alla magistratura ordinaria per abuso di ufficio e truffa da parte del Dipartimento del Territorio.
"L’impressione è che la priorità del Dipartimento diretto da Claudio Zali - nota Piffaretti - sia quella di limitare il traffico dei lavoratori frontalieri a scapito di tutto il resto: se questo è vero, sarebbe meglio chiarirlo subito sia ai partner europei che alle imprese ticinesi". Detto altrimenti, servirebbero più trasparenza e chiarezza.
Raggiunto dal Caffè per un commento sulla vicenda, il ministro interessato preferisce sospendere ogni commento. "Non rilascio dichiarazioni", si limita a dire Claudio Zali.
La delusione per chi ha partecipato al progetto però resta. "Chiediamo che i conteggi dei punti e la classifica e la conseguente assegnazione dei fondi venga annullata e nuovamente effettuata da enti non in conflitto di interesse - sottolinea Piffaretti -. Se era già noto che di soldi svizzeri, oltre quelli ai progetti propri del Dipartimento del Territorio, non ce n’erano o non si volevano mettere a disposizione, bisognava comunicarlo pubblicamente per evitare candidature senza speranza e sperpero di ore di lavoro dei proponenti".
I motivi di amarezza per l’imprenditore sono dunque molti. A cominiciare dall’iniziale interesse dimostrato dal Cantone. Che in un primo momento aveva appoggiato l’iniziativa di Piffaretti, considerandola in linea con il Piano energetico cantonale. Ma, poi, come detto ha fatto marcia indietro. Staccando la spina ai finanziamenti.

an.b.
04.11.2018


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