function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};





Ai pronto soccorso l'obbligo di segnalare i "sans papiers"
Immagini articolo
'Così si infrangono
legge e segreto medico'
MAURO SPIGNESI


Poche frasi, tutte racchiuse in una circolare inviata ai pronto soccorso degli ospedali del cantone. Una raccomandazione recapitata a fine agosto con data di scadenza fine dicembre. Si dice che quando persone prive di documenti, "presumibili richiedenti l’asilo, stranieri in transito o persone sospette", si presentano alla struttura sanitaria, anche se trasportate in ambulanza, devono essere sistematicamente segnalate per l’identificazione. E nella lettera segue un numero di cellulare da chiamare durante la giornata (delle guardie di confine), mentre dalle 22 alle 6 del mattino si telefona alla centrale della Polizia cantonale. Questo "per assicurare - è scritto - la corretta presa a carico". La lettera ai pronto soccorso è stata inviata dal Dipartimento della sanità e socialità, Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, per recuperare le spese (vedi articolo sotto) delle prestazioni sanitarie. E fa parte di una convenzione tra diversi enti pubblici.
Nel documento non si dice esplicitamente che prima ancora di soccorrere un paziente questo va identificato. Ma non si chiarisce qual è l’esatta procedura. Resta il fatto che la direttiva per molti medici è in contrasto con i principi deontologici della professione. Non solo. Il timore, serpeggiato in questi mesi, è che davanti a una persona ferita o che sta male non si può perdere tempo per chiamare un agente per identificarla, ma bisogna intervenire rapidamente. Anche perché se al paziente dovesse succedere qualcosa la responsabilità ricadrebbe sul medico. "Non siamo poliziotti, noi siamo qui e abbiamo il dovere di curare la gente", si sono sfogati i medici in questi mesi. "Non mi piace questo stato di polizia. Prima la vita e la salute delle persone", osserva l’avvocato Paolo Bernasconi che fa notare come la direttiva sia "in contrasto con l’articolo 20 e l’articolo 68 della Legge sanitaria". Il primo riguarda appunto l’irrinunciabilità del segreto professionale e il secondo spiega quali sono le uniche segnalazioni obbligatorie conformi alla norma. La circolare, dunque, stride con la legge.
Giorgio Pellanda, direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale ammette che "sì, ci è stata sottoposta questa richiesta, più che una direttiva è una sollecitazione. Io l’ho saputo qualche giorno fa, probabilmente è arrivata da un po’, non saprei di preciso. Sinceramente quanto scritto non ci piace molto, ci stiamo lavorando. Vorremmo capire meglio in concreto cosa dovremmo fare".
I dubbi di Pellanda sono anche quelli  di Dorit Djelid, portavoce di H , associazione che raggruppa tutti gli ospedali svizzeri. "Di fronte ad un’urgenza - dice - la priorità è curare il paziente, poi regolare l’aspetto amministrativo, che è comunque importante. Vero è che molte persone arrivano al pronto soccorso non in stato di urgenza e gli ospedali devono  sapere chi hanno davanti per far sì che alla fine qualcuno paghi la fattura".
Secondo Davide Giunzioni, presidente dell’Associazione medici assistenti e capi clinica (Asmac), sezione Ticino, 550 soci, "al di là del caso specifico, il problema sta sempre nel riuscire a conciliare il principio cardine della nostra professione, che è quello di garantire le cure al paziente, dunque la sua presa a carico, con il rispetto della legalità e delle normative  cantonali o federali. Spesso queste due esigenze riescono a trovare un punto d’incontro ragionando con un po’ di buonsenso". Anche se, precisa Giunzioni, "noi abbiamo dei valori che non possiamo derogare, come il segreto medico e l’assistenza primaria del paziente".

p.g./m.sp.
25.11.2018


Articoli Correlati
Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
27.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2020
23.07.2020
Attivato il sito dell’Ufficio del controlling e degli studi universitari
13.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, giugno 2020
06.07.2020
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2019
17.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, maggio 2020
17.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2020
12.06.2020
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel primo trimestre 2020
10.06.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 22 giugno 2020
04.06.2020
Swiss Mobility: opportunità di stage professionale in Svizzera per neodiplomati 2020
20.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, aprile 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Libia è una polveriera
ormai pronta a esplodere
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Le gang dettano legge
in sessanta città Usa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

25 anni
dal massacro
di Srebrenica

Belgrado:
assalto
al Parlamento

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00