Dietro il sequestro in Kenya della cooperante italiana
I fedeli a Bin Laden
sono oggi 'cani sciolti'
GUIDO OLIMPIO


Il sequestro di Silvia Costanza Romano in un villaggio del Kenya è avvenuto lungo l’asse di instabilità. Il Paese africano, pur meta di turisti, risente del contagio somalo, sotto forme diverse. Il pericolo rappresentato dalla criminalità comune - sospettata del rapimento della volontaria italiana - può saldarsi con quello rappresentato dagli Shebab, il movimento rimasto fedele a Osama bin Laden che ha nell’ex colonia italiana la sua base. Più volte i servizi di sicurezza hanno segnalato come gli estremisti stiano progettando nuove azioni spettacolari dopo quelle che insanguinarono, negli anni passati, un grande centro commerciale a Nairobi e il college di Garissa.
Sono essenzialmente cinque i pilastri sui cui poggia la campagna della fazione in Somalia: operazioni di guerriglia contro il contingente africano e unità locali; attentati con mezzi riempiti d’esplosivo, la copia di quelli usati in Iraq o in Siria; possibili sconfinamenti per punire il Kenya; tentativi di usare ordigni a bordo di aerei passeggeri (un attacco è riuscito solo parzialmente) facendo ricorso a trappole ben studiate (la bomba celata in un lap top); traffici e contrabbando.
La forza degli Shebab è ancora più significativa se si considera l’impegno del Pentagono e della Cia per fermarli. Gli Stati Uniti hanno martellato basi e accampamenti ricorrendo spesso all’aviazione, con missioni spesso affidate ai droni. Durante il 2018 gli strike sono stati già 35, bombardamenti che hanno causato molte perdite.
Piuttosto profonda poi la spaccatura nel fronte jihadista a causa delle iniziative dello Stato Islamico che, al pari di altri scenari geografici, è alla costante ricerca di spazi e di recente ha dichiarato guerra ai rivali. Per farlo ha cooptato dissidenti degli Shebab e militanti convinti che il Califfato sia il vero interprete della Jihad globale. Contrasti feroci destinati a provocare altre vittime in una regione stretta tra povertà, corruzione, violenza politica e manovre di attori esterni.
02.12.2018


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