I cani "speciali" impiegati del Corpo guardie di confine
Jack e Oba a caccia
di piante e animali rari
MAURO SPIGNESI


La Cites è la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate d’estinzione (in tutto 5.000). Animali, o oggetti realizzati con le pelli, che spesso si ritrovano dentro una borsa, nascosti nelle gabbie. Sono frutto di traffici o souvenir di una vacanza. Jack e Oba, entrambi di tre anni, dopo un corso di formazione al Kosit di Interlaken (centro di competenze per la sicurezza, l’intervento e la tecnica  dell’Amministrazione federale delle dogane che, tra le altre cose, si occupa dell’addestramento degli specialisti conduttori cani) sono da tempo operativi nelle dogane ticinesi, insieme ad altri 5 esemplari di pastori belga Malinois. "I nostri cani, sette in tutto, vengono addestrati a individuare le sostanze con le quali possono entrare in contatto durante i controlli", spiega il sergente Fausto Fedele, responsabile tecnico cani di servizio per la Regione IV del Corpo guardie di confine. È come se i cani aggiornassero il loro fiuto in continuazione. "Praticamente - aggiunge Fedele - l’addestramento funziona come una catena che si allunga. Prendiamo le sostanze stupefacenti. Si parte dal principio attivo, come ad esempio, il tetraidrocannabinolo che porta a individuare l’intera famiglia di derivati della canapa". L’Amministrazione federale delle dogane, inoltre, sta pensando a un progetto di "dog cash", sempre dell’ottica della strategia di contrasto al contrabbando. I cani ogni settimana vanno a caccia, ad esempio, di gioielli di corallo rosso, oppure merci di pelle di coccodrillo, o di animali di cui è proibita l’importazione. In questi anni le guardie di confine hanno rintracciato di tutto. Una delle ultime operazioni riguarda due boa vivi trovati dentro scatole di plastica nella borsa una donna fermata a settembre al valico di Pizzamiglio.
Perché per certe merci sono necessarie autorizzazioni d’esportazione Cites rilasciate dalle autorità del Paese di provenienza e autorizzazioni di importazione dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav). Invece non sempre i documenti sono regolari. Così capita di trovare, grazie ai cani, piccoli animali importati da paesi esotici o sciarpe di pelo delle antilopi tibetane (shatoosh), di cui è vietato il commercio.
02.12.2018


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