Ecco chi sono gli aspiranti a succedere alla Kanzlerin
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Lo scettro della Merkel
conteso da 3 candidati
STEFANO VASTANO DA BERLINO


Il quadro generale è fosco. La Kanzlerin Angela Merkel, dal 2000 alla guida della Cdu, ha gettato la spugna e il 7 dicembre, ad Amburgo, i delegati eleggeranno il nuovo segretario. Un partito la Cdu che oggi arranca sul 26 per cento delle preferenze. Certo, la Spd - crollata al 14 per cento - sta peggio. Ma alle ultime elezioni regionali, in Sassonia-Anhalt e in Assia la Cdu ha incassato sonore batoste. E per il prossimo anno, oltre alle europee, ci saranno tre test elettorali, in Turingia, Sassonia e nel Brandeburgo. In questa situazione chi sarà il giusto successore della Merkel? I pretendenti sono tre: Annegret Kramp-Karrenbauer, "delfina" della Merkel; l’outsider Friedrich Merz e l’aitante ministro Jens Spahn. Ecco chi sono e come li vedono in Germania cittadini e media.

Friedrich Merz
Alto 1.98, avvocato, il 62enne Merz è stato per anni capogruppo della Cdu prima d’aver voltato le spalle, nel 2009, alla politica e soprattutto alla Merkel. Si è trasformato in un richiestissimo (e pagatissimo) manager di imprese varie come del Fondo BlackRock. "L’Anti-Merkel", lo ha ribattezzato "Der Spiegel", è un fiero avversario della politica migratoria della Kanzlerin. I migranti? "Che rispettino le nostre regole", ripete. E che la Cdu, mutata nell’era-Merkel in una specie di "Spd in rosa", "ridiventi il partito della Sicurezza". Da un manager ultra-liberal come lui ci si aspettano passi più decisi sulla digitalizzazione e tagli alla "corporate tax". In più lui promette "di dimezzare i voti della Afd", il partito d’estrema destra salito oltre al 14 per cento. Ce la farà a spuntare lo scettro della Merkel? A smorzarne le simpatie sono i suoi lauti introiti sul milione di euro all’anno (un Kanzler ne percepisce 330mila). E le polemiche sollevate dalla sua proposta di cambiare l’articolo 16a della Costituzione sul diritto d’asilo in Germania.

Annegret Kramp-Karrenbauer
I tedeschi adorano gli acronimi, e l’ex-premier della Saarland oggi è per tutti: AKK. A Berlino non è un mistero che, dipendesse dalla Merkel, sarebbe lei, la minuta ma tenace e pragmatica Annegret la degna erede al trono della Cdu. Dallo scorso febbraio infatti la Kanzlerin l’ha prescelta segretario generale del partito. Al contrario dei rivali Merz e Spahn, di esperienza politica ne ha tanta e sa come si vincono le elezioni: in Saarland ha ottenuto nel 2017 un clamoroso 40,7 per cento (contro il 35,2 della Cdu nel 2012). Con tutto ciò Akk, una 56enne che a Carnevale si traveste da donna delle pulizie, è rimasta coi piedi per terra. Certo, se Merz se ne esce con l’idea di cambiare la Costituzione lei alza la voce: "Limitazioni al diritto d’asilo, ha detto, non sono in linea con l’essenza della Cdu e l’eredità di Kohl". Ma la beniamina della Merkel è forse troppo nell’ombra della Kanzlerin? "Non sono la beniamina di nessuno - risponde secca - neanche di mia madre". Sulle unioni civili per gli omosessuali lei - ultracattolica - si è distanziata dalla Merkel. Poi è madre di tre figli ed ha un’idea piuttosto tradizionale della famiglia. In Germania in ogni caso, secondo AKK, è giunto il tempo di reintrodurre il servizio militare nella Bundeswehr. "E una grande riforma fiscale - promette lei - se vogliamo restare competitivi".

Jens Spahn
Sino all’anno scorso Jens Spahn, l’astro emergente della Cdu, non faceva che litigare con la Merkel. Ha attaccato la Kanzlerin su tutto, per principio: sulla difesa delle frontiere e per una politica migratoria più restrittiva. Anche sul fronte della Ue il 38enne Spahn, gay e superambizioso, esige una linea molto più dura nei confronti dei Paesi più indebitati e laschi sulle questioni, per lui sacrosante, del rigore di Bilancio. Non per niente Spahn è uno dei critici più mordaci dei sogni di un ministro delle Finanze europeo ispirato da Macron e (di recente) anche dalla Merkel. Enfant prodige della Cdu - al Bundestag ci è entrato a 22 anni - il cattolico Spahn si è scagliato con fervore contro l’uso del burqua e per norme meno tolleranti nei confronti dell’islam in Germania. Fra l’altro è lo spauracchio della Spd, visto che se l’è presa contro il modello Hartz IV (il sostegno ai disoccupati) e la Grosse Koalition. Certo, da quando Merkel l’ha nominato ministro della Sanità ha addolcito i toni. Ma data la sua vis polemica non stupisce se, nei sondaggi, riscuote appena il 6 per cento delle simpatie. Mentre Merz sale al 25 per cento. Fra i tre candidati è però AKK a risultare, con il 31 per cento, la più simpatica ai tedeschi. Ma toccherà ai 1001 delegati incoronare ad Amburgo il nuovo segretario della Cdu.
02.12.2018


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