Il farmacista cantonale e i medicinali nei supermercati
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"Più offerta di farmaci
non favorirà i consumi"
PATRIZIA GUENZI


Una maggior disponibilità di prodotti da banco al di fuori delle farmacie potrebbe spingere i consumatori ad acquistare "rimedi" inutili o inadatti, solo perché hanno un prezzo favorevole. Non la pensa così Giovan Maria Zanini, responsabile dell’Ufficio del farmacista cantonale, che osserva: "Tanto per cominciare solo una piccola parte di farmaci sono stati valutati idonei alla vendita ‘libera’. Dove cioè non c’è personale competente. E questi sono prodotti molto blandi, parliamo per lo più di tisane e pomate. No, non credo proprio che più canali di vendita provocheranno un maggior consumo di sanità".
Soprattutto per il Ticino, sottolinea Zanini, cambierà poco o nulla. "Nel nostro cantone non ci sono le drogherie, quei negozi che nella Svizzera tedesca sono autorizzati a vendere anche medicinali da banco - spiega -. Inoltre, sono comunque prodotti che la cassa malati non rimborsa, anche se acquistati in farmacia. Quindi non credo che ci sarà un aumento dei consumi. L’intento del Parlamento era invece quello di rendere più accessibili alcuni medicinali da banco per chi abita nelle zone discoste. Penso ad alcune regioni della Svizzera tedesca dove il centro abitato è lontano e le persone potranno quindi rifornirsi nelle drogherie".
Sono poco meno di un centinaio i farmaci che non hanno invece superato tutti i requisiti di Swissmedic per la vendita libera. Per questi occorrerà continuare a recarsi in farmacia. "Sono i prodotti della categoria B, ovvero quella che necessita di una ricetta medica. Alcuni di questi, tuttavia, si possono vendere anche senza ricetta, ma a certe condizioni e rendendo tracciabile l’acquisto". Zanini si riferisce al Makatussin, sciroppo contenente codeina, scoperto già un paio di anni fa dai ragazzi. Mischiato con l’alcool o con bevande tipo Sprite favorisce lo "sballo". Una moda nata negli Usa, diffusa da alcuni rapper, che costrinse il farmacista cantonale ad inviare una direttiva a tutte le farmacie. "Da quando abbiamo applicato un giro di vite - spiega Zanini - non è più possibile acquistarlo per altri scopi. Chi si presenta in farmacia non può dire che è per la nonna o altre scuse. E l’aquisto, ripeto, deve sempre essere tracciabile". Eppure, in settimana a Lugano un gruppo di ragazzi è riuscito comunque a procurarselo. Sorpresi a "sballarsi" in stazione.
16.12.2018


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