In Venezuela sale la tensione e Trump lancia nuove minacce
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Maduro chiude i confini
agli aiuti umanitari
R. C.


Tensioni, scontri, frontiere chiuse e una lotta di potere che si fa sempre più violenta. In Venezuela, 31 milioni di abitanti, si vive una realtà sempre più drammatica. E più di un analista internazionale pensa che la situazione potrebbe assumere ben presto una svolta violenta. Intanto ieri, sabato, l’attenzione era rivolta alle frontiere. Dove erano diretti i camion con aiuti umanitari partiti da Boa Vista, in Brasile. Ma il governo di Nicolas Maduro ha vietato l’ingresso dei convogli che sono scortati dall’esercito. Gli aiuti sono stati richiesti da Juan Guaidò, presidente del Parlamento che ha assunto i poteri del governo. Ma per Maduro, la questione è soprattutto politica: gli aiuti, che provengono dagli Stati Uniti e dai loro alleati, sono solo un tentativo di ingerenza negli affari interni del Venezuela. Il  regime di Maduro ha invece accettato aiuti provenienti dalla Russia, tradizionale alleato del Paese.
Intanto dagli Stati Uniti, dopo quelli delle settimane scorse, è giunto un nuovo avvertimento da parte di Donald Trump, che è intervenuto dopo l’uccisione di due indigeni Pemon da parte dei militari. "In Venezuela si registrano – dice la casa Bianca - vergognose violazioni dei diritti umani da parte di Maduro e coloro che stanno eseguendo i suoi ordini. Violazioni che non resteranno impunite".
Tensioni, dunque, che si aggiungono a tensioni e che hanno spinto il presidente boliviano, Evo Morales, a dire che lo scontro in Venezuela non è più politico, bensì fra "la pace o la guerra". Secondo Morales, alleato storico del governo di Nicolas Maduro, "l’aggressione che vive il Venezuela va al di là delle differenze politiche, e ci obbliga a prendere posizioni: o siamo a favore del multilateralismo o dell’unilateralismo, del diritto internazionale o della barbarie, della pace o della guerra", ha scritto su Twitter.
Nel frattempo Juan Guaidò, ha detto – come riporta l’Ansa - che le Forze armate del suo Paese lo hanno aiutato ad attraversare la frontiera con la Colombia, dove ha fatto visita al concerto "Venezuela Aid Live" e si è riunito con il presidente colombiano Ivan Duque e i suoi omologhi di Cile, Sebastian Pinera, e Paraguay, Mario Abdo.
24.02.2019


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