Potrebbe non ruggire più il motore dell'economia "british"
Immagini articolo
Londra chiude le porte
ai ricchi cinesi e russi
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


La Brexit incombe e il Regno Unito dovrebbe, in teoria, spalancare le sue porte a quanti vogliono dall’estero investire in un Paese che deve continuare a essere un motore economico attrattivo per i nababbi di mezzo mondo. E invece pare proprio che si stia andando nella direzione opposta, col rischio di isolare ancora di più la Gran Bretagna e creare un fossato di regole che allontana i potenziali investitori. Lascia grandi interrogativi aperti la decisione del ministero degli Interni, il cosiddetto Home Office, che ha formalizzato una stretta sui visti privilegiati rivolti proprio a milionari e miliardari stranieri. È destinato in primo luogo a colpire gli oligarchi russi, ma verrà poi esteso ad altri, in particolare i cinesi. Si tratta di una delle risposte al tentato avvelenamento con agente nervino Novichok perpetrato un anno fa a Salisbury contro l’ex spia doppiogiochista di Mosca, Serghiei Skripal, e sua figlia Yulia, attribuita da Londra all’intelligence militare russa (Gru) malgrado le smentite del Cremlino.
Lo scontro con la Russia ha quindi prevalso rispetto alla necessità di continuare a garantire un accesso facilitato a quanti vengono nel Regno per compiere importanti investimenti, dal settore immobiliare, alla partecipazione nelle imprese britanniche, fino all’acquisto di intere squadre di calcio. Un caso su tutti, che aveva già segnato nei mesi scorsi una forte virata da parte delle autorità britanniche, è stato il mancato rinnovo del "visto d’oro" a Roman Abramovich, ricchissimo magnate russo da tempo di casa a Londra (e proprietario del Chelsea), considerato anche un buon "amico" del presidente Vladimir Putin. Le nuove norme, destinate a entrare in vigore dal 29 marzo (tra l’altro la data della Brexit, se non verrà rinviata) e tecnicamente concepite per contrastare l’ingresso di persone e capitali sospetti, prevedono che i visti siano concessi solo a persone in grado di dimostrare d’essere in possesso almeno da due anni di patrimoni dichiarati da 2 milioni di sterline in su (e non da 90 giorni come ora). O altrimenti di documentare la provenienza dei loro fondi. Ma questa e altre politiche restrittive hanno già prodotto risultati. Il numero di russi ai quali è stato garantito l’"investor visa" (il visto per gli investitori) è passato dai 46 del 2017 ai 29 dell’anno scorso, il numero più basso dal 2008, quando l’attuale regime è stato introdotto. Un trend negativo ancora di più se si considera il rischio di un esodo delle multinazionali con sedi e fabbriche nel Regno nel caso in cui si scivoli nello scenario inquietante di una Brexit ‘no deal’ (senza accordo). Hanno già suonato la tromba della ritirata colossi del calibro di Nissan (rinunciando a un progetto extra per la realizzazione dei suv X-Trail nel Sunderland), Honda (con il via libera alla chiusura entro fine 2021 dell’impianto di Swindon), Toyota, che frena sul mantenimento degli investimenti previsti, e la Bmw, che minaccia di non produrre più nel Regno le Mini - simbolo delle quattro ruote britanniche divenuto tedesco - che tuttora vengono sfornate nell’Oxfordshire. Di questo passo potrebbe non ruggire più come un tempo il motore dell’economia british alimentato anche dal "carburante" dei miliardi stranieri.
10.03.2019


Articoli Correlati
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

"La nostra vita?
Un percorso a ostacoli"
L'INCHIESTA

I morti sulle strade
sono calati da 97 a 15
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Ci sono quelli convinti
che il sushi sia vegetariano
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La guerra di Trump
e il sorpasso cinese
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il muro di Trump
contro gang e miseria
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
17.05.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, aprile 2019
14.05.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, aprile 2019
14.05.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, aprile 2019
10.05.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2019
19.04.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta costitutiva del 2 maggio prossimo
15.04.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, marzo 2019
12.04.2019
Pubblicato il Rendiconto 2018 del Consiglio di Stato
12.04.2019
Pubblicato il rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura
08.04.2019
Online la Città dei mestieri della Svizzera Italiana, con informazioni e aggiornamenti sui lavori in corso verso l'apertura
03.04.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 3 aprile 2019 alle ore 10:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Europeisti
in marcia
con Tusk
e Weber

Rabbia
in Venezuela
per il carburante
che non c’è