Le opinioni di Davide Gai e Rolando Bardelli
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la tecnologia del 5G
tra paura e innovazione
CLEMENTE MAZZETTA


Non si vede e non si sente. E come delle cose di cui non si sa bene come funzionano, mette anche un po’ paura. L’arrivo nella telefonia mobile del 5G, un ulteriore sviluppo della tecnologia della comunicazione, dovrebbe permettere il collegamento ultraveloce tra oggetti di uso comune, il cosidetto "Internet delle cose". Un’evoluzione che sta suscitando serie preoccupazioni nella popolazione. Anche per il possibile proliferare di antenne. Stando ad alcuni studi medici la radiofrequenza sarebbe un potenziale cancerogeno per l’uomo. L’Uffico federale dell’ambiente dovrebbe pubblicare a breve uno studio sui rischi di questa nuova tecnologia. Nel mese di febbraio 2019 la Commissione federale delle comunicazioni ha assegnato le nuove frequenze che porteranno il 5G a tutti e tre gli operatori attuali: Salt, Sunrise e Swisscom, incassando 380 milioni di franchi. Siccome quello elettromagnetico è un tipo di inquinamento invisibile, i cui effetti sono ancora oggetto di studio, prima dell’arrivo del 5G in Ticino ricorrendo al "Principio di precauzione" i Verdi hanno presentato un’interrogazione chiedendo al governo di verificare "i rischi di un’esposizione". Per lo stesso motivo, in attesa di studi rassicuranti, il Ppd ha chiesto una moratoria del 5G su tutto il territorio. Sotto, il parere del medico Rolando Bardelli e dell’imprenditore nel campo tecnologico Davide Gai.

c.m.


È una tecnologia utile e necessaria, non c’è davvero nulla da temere
Davide Gai
Imprenditore  hi-tech, esperto di nuove tecnologie digitali

Sono rattristato e perplesso che un Paese tra i più innovativi al mondo come la Svizzera sulla base di informazioni errate sul 5G faccia da iconoclasta. È veramente deprimente assistere a questo spettacolo. Dico questo perché grazie al 5G un’ambulanza potrà, ad esempio, comunicare i dati di un paziente, mentre lo sta trasportando all’ospedale; le auto si guideranno da sole, facendo diminuire gli incidenti stradali e la sicurezza sulle strade; la telechirurgia potrà fare dei passi avanti incredibili; le persone potranno continuare a lavorare da casa, conciliando famiglia e lavoro. Sull’utilità del 5G quindi non si discute, tanto più che gli utenti consumano sempre più dati per attività che reputano importanti. Anche nell’uso quotidiano.
Non credo di essere smentito, dicendo che è una grande conquista. Io in questo momento potrei essere a Timbuctu e al tempo stesso lavorare per un’azienda del Canton Ticino. Sento spesso dire quanto il telelavoro sia importante e quanto andrebbe sviluppato. Bene, adesso che è arrivato il 5G non dobbiamo fare altro che imboccare questa strada.
Vorrei esprimermi inoltre sulla presuntà pericolosità di questa nuova tecnologia. Comincio col dire che il 5G in Svizzera utilizza le stesse frequenze della televisione, ma con potenza minore. Dire che è pericoloso quindi non ha davvero senso. Nonostante ciò sui media recentemente sono rimbalzate notizie fasulle, come la presunta morte in Olanda di uno stormo di uccelli causata dal 5G, che, poi, si è dimostrato avessero mangiato bacche velenose o rami tagliati da cui è uscita una resina velenosa. Se dovessimo dire cosa c’è davvero di pericoloso nell’atmosfera, dovremmo dire con tutta sincerità che al primo posto c’è l’inquinamento e al secondo le radiazioni elettromagnetiche delle linee elettriche. Questo significa essere sinceri e non dire bugie.
La vera fonte di radiazioni elettromagnetiche non sono le antenne 5G, ma il telefono cellulare, che, per questo andrebbe usato con le cuffiette o tenuto a distanza se si vuole parlare all’orecchio.
Sul 5G a mio parere si sta facendo insomma una caccia alla streghe. Come nel caso del rapporto del Consiglio federale sul 5G che alcuni pensano stia arrivando per porre un argine alle frequenze. In realtà si tratta solamente di un rapporto che metterà ordine alle ordinanze in relazione alle radiofrequenze, dopo l’arrivo di una nuova tecnologia. Le frequenze del 5G sono già state assegnate. Il Consiglio federale non interverrà su questa questione.


Non si possono escludere danni all’organismo sul lungo periodo
Rolando Bardelli Medico  di famiglia con studio a Balerna

Sui vantaggi del 5G che ci sta arrivando addosso, lascio volentieri la parola a chi la sta promuovendo. Capisco che dal punto di vista di chi "vende" questa tecnologia c’è tutto l’interesse ad andare avanti, visto che si apre un mercato enorme.  Personalmente, me la caverei bene anche senza il 5G. Non ne vedo l’urgenza e la necessità, nemmeno dal punto di vista medico. Quanto agli svantaggi, il problema è che non sappiamo ancora quali possano essere i rischi per la salute.  Di sicuro con l’arrivo del 5G andremo incontro ad un aumento delle esposizioni alle radiazioni elettromagnetiche: la nuova tecnologia, permettendo una trasmissione di dati nettamente più importante in meno tempo, favorirà la commercializzazione di molti prodotti elettronici; con "l’internet delle cose" ci ritroveremo esposti a radiazioni elettromagnetiche sia per gli oggetti, sia per il wireless, sia per la moltiplicazione delle antenne.
Esistono  studi scientifici in vitro, su cellule e con animali da laboratorio, che hanno documentato delle conseguenze negative a diversi livelli sul metabolismo cellulare.  Da un punto di vista medico non si è però a conoscenza di effetti nocivi clinici veramente accertati di queste radiazioni sull’organismo umano.  Non possiamo però neanche escluderli: considerato che l’effetto delle radiazioni elettromagnetiche ha un effetto latenza molto lungo, probabilmente di 15-20 anni, non si può ancora sapere cosa potrà succederci. È solo da una dozzina d’anni che con gli smartphone queste radiazioni hanno assunto un peso significativo nella nostra vita.
In questa situazione di incertezza varrebbe la pena applicare il principio di precauzione e rallentare lo sviluppo e la diffusione del 5G in attesa di maggiori dati scientifici sulla sua presunta innocuità. I timori della gente non sono immotivati: seppur con dati contradditori, gli effetti biologici ci sono, anche se non sappiamo cosa potrà succedere nel tempo all’organismo umano.  Anche la questione delle persone elettrosensibili è controversa: in alcuni studi sperimentali non si è trovata una correlazione certa fra esposizione alla radiazioni elettromagnetiche e sintomi quali stanchezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione, insonnia ecc. Intanto un  recente studio svedese pubblicato su una rivista oncologica ha però mostrato come nella città di Stoccolma l’esposizione delle persone a campi elettromagnetici sia ben superiore a quanto comunemente ritenuto: a quelli delle  delle antenne si sommano quelli dei wireless e di mille altri aggeggi elettronici. Evidentemente questo irradiamento con il 5G non farebbe che aumentare.
12.05.2019


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