La vicenda di un professionista ticinese ora in Ucraina
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Da Magliaso al Brasile
le fatture "offshore"
FEDERICO FRANCHINI


Da Magliaso al cuore di uno dei più grandi scandali di corruzione del mondo. Dalla sua bella casa affacciata sul lago, con 3.500 metri quadri di terreno, J.R. si è occupato per quasi dieci anni delle casse nere della compagnia petrolchimica brasiliana Braskem. Malgrado il suo ruolo in una delle società protagoniste dell’affare Lava Jato, questo contabile svizzero di 76 anni era riuscito a sfuggire ai radar mediatici. Non ha però scansato la giustizia svizzera che, lo scorso 19 maggio, lo ha condannato a sei mesi con la condizionale per riciclaggio di denaro e falsità in documenti. Nel decreto d’accusa emesso dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), reso noto dalla newsletter Gotham City, viene ordinato anche un rimborso di 1,4 milioni di franchi: si tratta dei profitti conseguiti illecitamente e depositati sui conti personali dell’uomo presso Ubs e Pictet.
Braskem è una compagnia controllata dalle due principali aziende protagoniste della vicenda che ha travolto il Brasile e che si è ramificata in una decina di altri Paesi latino-americani. Un affare di corruzione che ha visto in prima fila anche la Svizzera, le cui banche hanno ospitato centinaia di conti più che sospetti, e che ha oberato di lavoro gli inquirenti elvetici. Nel dicembre 2016, la multinazionale brasiliana Odebrecht e la sua filiale Cno sono state condannate per corruzione e riciclaggio dalla Procura federale. Il procedimento svizzero nei confronti di Braskem è invece stato abbandonato, in virtù di una procedura per gli stessi reati aperta negli Usa. Ad ogni modo è stato appurato che Braskem ha pagato tangenti attraverso gli stessi canali utilizzati da Odebrecht ed è stata costretta a risarcire alla Confederazione 94,5 milioni di franchi.
Dalle rive del Ceresio, l’uomo ha avuto un ruolo importante in questo sistema. Secondo l’Mpc, dal 2007 al 2016, J.R. ha prodotto centinaia di false fatture a nome di società offshore. Note spese che avevano come obiettivo quello di dare un’apparenza di legittimità ai versamenti corruttivi. Le fatture erano indirizzate a Braskem "con lo scopo di estrarre dei fondi dalla sua contabilità ufficiale" ed erano poi anche presentate alla Banca centrale del Brasile per giustificare l’ottenimento delle autorizzazioni per effettuare transazioni in valuta estera. Questi fondi sarebbero poi andati ad alimentare le casse nere della società petrolchimica attraverso numerose società offshore. Altre fatture servivano in seguito a legittimare i versamenti delle tangenti effettuati tramite queste società e grazie all’appoggio di contratti di consulenza fittizia. Un sistema che ricorda quello utilizzato da Odebrecht che aveva costituito società offshore verso le quali veniva inviato il denaro sottratto dalla contabilità ufficiale della multinazionale e destinato ad "oliare" gli ingranaggi di dirigenti corrotti. Nel caso di Braskem le transazioni realizzate grazie al contabile ticinese sono invece passate dalla banche Santander, Espirito Santu e dalla Meinl Bank di Antigua.
Nel frattempo J.R. si sarebbe trasferito in Ucraina. La villa di Magliaso, dal valore di stima di circa 3 milioni di franchi, è stata venduta lo scorso mese di ottobre.

f.f.
07.07.2019


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