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Le misure dell'Eoc in caso di epidemia influenzale
Mascherina obbligatoria
per chi non si vaccina
ANDREA BERTAGNI


"Abbiamo sentito anche noi che quest’anno il virus influenzale potrebbe essere virulento, ma si tratta ancora, è bene dirlo, di previsioni. La vera risposta ci sarà solo quando l’influenza avrà un impatto sulla popolazione". Carlo Balmelli, capo servizio malattie infettive dell’Ospedale regionale di Lugano e  responsabile prevenzione infezioni dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) sa bene che non sempre quel che è preannunciato si avvera. "Di solito le previsioni ci azzeccano, altre volte invece - sottolinea il medico -, e mi riferisco ad esempio a un paio di anni fa, proprio no. Ripeto, non resta che aspettare. Certo è che noi siamo pronti".
Certo è anche che la vaccinazione è la miglior profilassi. "È sempre fortemente raccomandata per le persone che presentano complicazioni cardiovascolari, problemi immunitari e per il personale curante e infermieristico", sottolinea l’esperto. Non soltanto a scopo preventivo. Ma anche nel caso in cui l’influenza dovesse svilupparsi con intensità e violenza e dare luogo ai cosiddetti picchi. Come già accaduto in passato. Quando a livello sanitario sono state adottate tutta una serie di misure preventive e di precauzione. "Si va dalla vaccinazione per il personale all’obbligo della mascherina per i medici e gli infermieri che non si sono vaccinati - precisa Balmelli -, senza dimenticare le informazioni fornite ai visitatori degli ospedali, così come le raccomandazioni per i pronto soccorsi, dove vanno i pazienti in attesa di essere ricoverati per i sintomi influenzali".
In realtà, è tutta l’organizzazione dell’Ente ospedaliero cantonale che in situazioni del genere cambiare. Scatta insomma un dispositivo apposito. Che non lascia nulla di intentato. "L’organizzazione viene gestita dall’area medica della direzione generale dell’Eoc - sottolinea Balmelli -, in questo ambito viene avviato un monitoraggio continuo del numero dei pazienti negli ospedali, ma anche dei posti letto occupati. Anche perché è molto facile nei periodi di forte influenza trovarsi con un sovraccarico importante di malati".
an.b.
27.10.2019


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