Aumentano le vittime dell'epidemia, 1.350 i contagiati
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Sfida contro il tempo
per il vaccino cinese
R. C.


Chi cammina nelle città, in ambienti spettrali con sottopassi e ponti chiusi, presidiati dalla polizia, sembra un robot con la mascherina sul viso. Si muove meccanicamente, senza incrociare neppure lo sguardo di chi gli passa accanto. Tanta è la paura del contagio tra i 40 milioni di persone isolate a Wuchang, Hankou, Hanyang e nelle decine di città vicine. Un arcipelago dell’epidemia del coronavirus 2019-nCoV, il micidiale virus che sta devastando la Cina.
Su treni, aerei e autobus è massima allerta. Qui il tasso di contagio è ancora più alto. E la paura è tanta. D’altronde il bilancio cresce ora dopo ora. Sono 41 le vittime, 1.359 i casi accertati. La maggior parte dei decessi sono stati registrati nella provincia di Hubei, dove c’è la città di Wuhan, focolaio del virus. Tra loro - raccontano i giornali - c’è anche un medico, Liang Wudong, di 62 anni, morto mentre lavorava nell’Hubei Xinhua Hospital. L’amministrazione sanitaria cinese, che ha elevato il livello d’allarme al grado uno, il più alto, ha esteso il cordone sanitario a una popolazione che conta 56 milioni di persone, distribuite in 40 province, regioni e municipalità speciali.
E mentre serpeggia la paura, cinque team medici internazionali hanno cominciato una lotta contro il tempo. Devono mettere a punto un vaccino contro il nuovo virus cinese. Un lavoro che normalmente richiede almeno due o tre anni. I primi test sull’uomo, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, potrebbero arrivare in tempi record, "meno di tre mesi, a fronte dei 20 del vaccino sperimentale per la Sars", ha detto l’immunologo Anthony S. Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health, l’agenzia del governo degli Stati Uniti responsabile della ricerca e della salute pubblica.
Nonostante il clima da catastrofe, i timori per i riflessi nel mondo dell’economia, per il presidente Xi Jinping la Cina può "vincere la battaglia" contro il coronavirus. "Finché avremo fiducia costante, lavoreremo insieme, con prevenzione e cure scientifiche e politiche precise, saremo sicuramente in grado di vincere la battaglia", ha detto Xi in una riunione del comitato permanente dei vertici del Politburo. Il presidente ha provato a lanciare segnali di fiducia alla popolazione. Ma ha anche ammesso che la situazione è grave e che l’epidemia accelera.
Dopo un primo ospedale che dovrebbe essere pronto in dieci giorni, un secondo per la cura dei pazienti affetti dalla malattia sarà costruito a Wuhan. Pure Hong Kong ha dichiarato l’epidemia "un’emergenza" facendo scattare tutte le misure di sicurezza. L’epidemia rischia ora di estendersi oltre i confini della Cina. Anzi in parte si è già estesa. Tanto è vero che sono già quattro i casi di contagio accertati in Australia; uno a Melbourne e tre nel Nuovo Galles del Sud, ha scritto il Guardian online. Tutti e quattro i pazienti sono stati di recente in Cina, tre sono giunti direttamente da Wuhan, epicentro dell’epidemia. Poi ci sono tre casi confermati in Malaysia e altrettanti in Giappone. Altri tre casi in Francia, uno riguarda un professionista di origini cinesi rientrato dal suo Paese.
Tre pure a Singapore e quattro in Australia. Negli Stati Uniti sino ad ora sono stati resi noti due contagi, entrambi americani anche loro di rientro sempre dalla città di Wuhan.
Il virus 2019-nCoV è arrivato all’uomo dai serpenti. Secondo le prime ricerche e l’analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all’uomo.
26.01.2020


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