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L'allarme del presidente del governo Christian Vitta
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"Per le finanze ticinesi
prevedo tempi difficli"
LIBERO D'AGOSTINO


Spese supplementari per la sanità, aiuti all’economia e alle fasce più deboli della popolazione, l’emergenza coronavirus si ripercuoterà pesantemente sulle casse del Cantone. "Si profila un periodo difficile anche per le finanze pubbliche e nella politica degli investimenti bisognerà fare delle scelte, stabilire delle priorità", avverte il ministro delle Finanze Christian Vitta.
Onorevole Vitta, da presidente del Consiglio di Stato si è trovato a gestire la più grave crisi che ha investito il Ticino dal dopoguerra ad oggi. Come ha vissuto questo ultimo mese?
"È stato un mese molto intenso. Un mese in cui ho però potuto apprezzare la collaborazione e un grande spirito di squadra, sia con i colleghi di governo, che con il medico cantonale, lo Stato maggiore di condotta e con tutti i collaboratori. Un ringraziamento va anche alla deputazione alle Camere federali e al Gran Consiglio che hanno sostenuto il governo nelle scelte attuate. Stiamo lavorando insieme per un obiettivo comune: la salute di tutti noi cittadini. È una situazione che ci impegna molto e ci tocca tutti anche dal profilo emotivo".
Vi siete sentiti sostenuti dal Paese?
"Sì e per tutti noi è stato molto importante sentire il sostegno e la vicinanza dei cittadini, che in questo momento difficile stanno dimostrando una profonda unione, vicinanza e solidarietà. Dei sentimenti questi che fanno bene al cuore e di cui possiamo essere molto fieri ed orgogliosi. Questo forte senso di comunità ci dà forza e fiducia ad andare avanti per superare questo momento molto particolare. Il cammino è ancora lungo, ci vuole pazienza e perseveranza e soprattutto un agire condiviso e unito. Insieme, ne sono convinto, supereremo questa difficile situazione".
Con la manovra finanziaria del 2017-2019 si era riusciti a riportare in equilibrio i conti dello Stato. La crisi economica provocata dal coronavirus non rischia di vanificare gli sforzi fatti finora?
"Il ritorno all’equilibrio dei conti assume un’importanza ancora maggiore in questo delicato contesto. Con delle finanze cantonali in migliore salute è più facile affrontare una situazione oggettivamente difficile. Grazie all’intervento della Confederazione e alle misure adottate dal Cantone, è possibile a corto termine garantire degli interventi importanti sul fronte della liquidità a disposizione delle aziende e una copertura per i lavoratori".
E dopo?
"Una volta terminata la fase acuta della crisi metteremo in campo degli aiuti e sostegni strutturali che dovranno considerare i differenti impatti di questa crisi nei vari settori. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro Cantone nei prossimi anni andrà incontro a un periodo difficile anche dal profilo delle finanze pubbliche, ma questo sarà necessario per aiutare le nostre aziende e i lavoratori".
Avete fatto una stima delle possibili perdite fiscali per il Cantone, sul gettito delle persone fisiche e delle imprese?
"Al momento una previsione è ancora prematura, ma l’impatto finanziario sui conti pubblici sarà certamente rilevante. Molto dipenderà dalla durata dell’emergenza nel nostro Paese, ma anche dall’ampiezza della crisi economica a livello globale".
Ci sono dei progetti o degli investimenti pubblici che potrebbero essere ritardati o del tutto rinviati a tempi migliori a causa di questa crisi?
"Le difficoltà che si presenteranno dal profilo finanziario impongono nel futuro di fissare delle priorità e compiere delle scelte. Lo dovremo fare attraverso una condivisione politica degli obiettivi di medio e lungo termine".
L’emergenza sanitaria si sta impattando duramente sui sistemi produttivi di tutti i Paesi avanzati. Che scenari si possono ipotizzare per il futuro dell’economia ticinese?
"Il Ticino è chiamato a dimostrare la sua storica capacità di reagire nei momenti difficili, dando il meglio di sé per superare l’attuale emergenza e ripartire con la necessaria forza. Sarà quindi fondamentale che tutti gli attori, in particolare la politica, il mondo economico e quello sindacale, sappiano confermare l’unità d’intenti, la coesione e il senso di responsabilità dimostrati in questi giorni. Sono convinto che uniti e remando tutti nella stessa direzione riusciremo a rilanciare al meglio la nostra economia e a salvaguardare i posti di lavoro. La durata e l’ampiezza della fase di rilancio dipenderà molto da quanto durerà questa fase acuta della crisi".
In poche settimane la nostra vita è cambiata radicalmente, cosa c’insegnerà questa emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale?
"Questa situazione difficile che ci tocca tutti indistintamente lascerà un segno indelebile in tutti noi. Questa emergenza ha un impatto sulla sanità, sull’economia, sulle finanze ma soprattutto sulla vita di ognuno di noi. In poco tempo siamo stati chiamati a dei sacrifici con l’obiettivo comune di contenere la diffusione del virus. Dei sacrifici che incidono sul nostro quotidiano, sul nostro lavoro, sulle nostre relazioni e sulle nostre passioni. Abbiamo dovuto abituarci in poco tempo a nuovi limiti e a rallentare la nostra vita".
Come sarà la ripresa?
"Sicuramente la ripresa non sarà facile, ma grazie allo spirito di unione e solidarietà che abbiamo imparato a conoscere profondamente in questo periodo di grave difficoltà riusciremo a risollevarci. E forse, questa esperienza, ci permetterà anche di affrontare la nostra vita con occhi nuovi, imparando ad apprezzare anche quanto prima si dava per scontato. Apprezzeremo di più i piccoli momenti del nostro quotidiano e la possibilità di vivere la nostra libertà e la vicinanza con le altre persone".
ldagostino@caffe.ch
05.04.2020


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