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Battaglia legale tra Italia e Ticino sulle opere dell'artista
Immagini articolo
Gli archivi di Modigliani
finiscono sotto sequestro
ANDREA BERTAGNI


Quaderni, disegni, foto d’epoca, lastre di vetro, lettere autografe. Migliaia di documenti di inestimabile valore. Perché portano la firma di Amedeo Modigliani, uno dei più famosi artisti italiani scomparso esattamente cento anni fa a Parigi. Ma anche perché sono la chiave per stabilire quali opere siano false o vere. In realtà però non sono più della famiglia di Modigliani. Da una parte Maria Stellina Marescalchi, mercante d’arte italiana residente in Ticino, sostiene siano suoi. Dall’altra Christian Parisot, archivista, anche lui italiano, rivendica invece di essere l’unico proprietario. Di sicuro l’insieme di quaderni, disegni, foto d’epoca, lastre di vetro e lettere autografe ora si trovano in Svizzera, a Ginevra. Custoditi da Marescalchi. Che però, qui sta la novità, "è stata denunciata da Parisot per appropriazione indebita - spiega Alessandro Sammarco, avvocato di Parisot - e di conseguenza la magistratura svizzera ha messo sotto sequestro gli archivi Modigliani".
A cent’anni dalla morte dell’artista livornese, le migliaia di documenti raccolti nel 1983 per volontà di Jeanne Modigliani, figlia di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne, sono stati dunque sequestrati. Non era mai successo. Anche se attorno alle opere del pittore non sono mai mancati negli anni intrighi, colpi di scena, truffe, falsi e libri-inchiesta.
È di qualche giorno fa, ad esempio, la notizia, riportata da diversi media italiani, del lancio di una petizione online che chiama in causa il ministro della cultura italiano, Dario Franceschini. Petizione che chiede di riportare in Italia, a Livorno, gli archivi. Jean Olaniszyn, editore e fondatore del museo Herman Hesse di Montagnola, che gli archivi li ha visti nel 2006 a Chiasso, prima di portare una parte delle opere a Lugano per esporle, si sorprende della petizione. Ma è sicuro di quello che ha visto. Così come è altrettanto certo del valore della contesa. "A Ginevra è custodita anche una tavolozza che permetterebbe di accertare l’originalità delle opere di Modigliani una volta per tutte".
Olaniszyn non sembra avere dubbi nemmeno sulla proprietà degli archivi. "Ho visto i vari trapassi di proprietà, gli atti notarili e sono inconfutabili. Proprietaria è Maria Stellina Marescalchi", afferma. Parisot ovviamente è di un’altra opinione. Così come i suoi avvocati. "Il titolare dei diritti è Parisot - precisa Sammarco -. Non lo dico io, ma le sentenze definitive che hanno esaminato i contratti di cessione". Parisot, secondo Sammarco, sarebbe anche parte lesa. "La Marescalchi, oltre a rivendicare ciò che in realtà non è suo, non ha mai pagato l’uso degli archivi in suo possesso". Sul procedimento penale in Svizzera, l’avvocato Pierluigi Pasi, patrocinatore di Parisot, per ora si trincera dietro a un "no comment".
Intrighi, colpi di scena. Passano gli anni, ma il copione attorno alle opere di Modigliani e a tutto ciò che è legato all’artista, sembra essere sempre lo stesso.
abertagni@caffe.ch
17.05.2020


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