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La richiesta di Blocher rilancia il tema delle rendite
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Solo un'ex ministra
non ha la pensione
ANDREA STERN


A parole, sono già in tanti ad aver rinunciato alla pensione da consigliere federale. Si ricorda ad esempio Johann Schneider-Ammann, che al momento di lasciare il governo aveva dichiarato: "Molto probabilmente non avrò bisogno della pensione, a meno che dovessi diventare indigente".
Oggi, meno di due anni dopo, l’imprenditore bernese non può essere considerato povero, sebbene il patrimonio di famiglia sia sceso da 425 a 375 milioni di franchi, secondo le stime di Bilanz. Eppure il nome di Johann Schneider-Ammann compare nella lista dei venti ex consiglieri federali a cui viene versata una rendita annua di 227’290 franchi. Per una spesa complessiva di oltre 4,5 milioni a carico dei contribuenti.
Qualche anno fa anche Ruth Metzler aveva affermato in un’intervista al Blick di non percepire alcuna rendita. Un’affermazione tecnicamente corretta. Ma in realtà l’ex ministra di giustizia non ha mai rinunciato di sua spontanea volontà alla pensione che le spetta dall’età di 39 anni, quando fu estromessa dal governo per lasciare spazio a Christoph Blocher. Se oggi  Ruth Metzler non riceve nulla dallo Stato è solo a causa dei suoi lauti redditi nel privato. La legge prevede infatti la sospensione dei versamenti agli ex consiglieri federali che guadagnano più dei consiglieri federali in carica, ovvero 454’581 franchi all’anno.
Un limite ampiamente superato anche da Kaspar Villiger, che dopo il suo ritiro nel 2003 è stato tra le altre cose presidente di Ubs e membro del Cda di Nestlé e Swiss Re. Tutti incarichi altamente remunerativi. Tuttavia nel 2013 anche l’imprenditore lucernese ha bussato alla porta dello Stato e oggi percepisce la rendita come tutti i suoi ex colleghi. Compreso Joseph Deiss, un altro ex consigliere federale che per una decina di anni era stato escluso dal generoso sistema pensionistico, per poi rientrarci una volta mollati alcuni impegni lavorativi.
L’unico ex ministro ad aver quindi volontariamente rinunciato alla pensione è dunque Christoph Blocher. Una rinuncia che l’ex ministro della giustizia ha però cancellato nelle scorse settimane chiedendo gli arretrati dal 2007 a oggi. Oltre 2,7 milioni di franchi, secondo i calcoli di Blocher, che motiva il suo ripensamento con l’insoddisfazione per come lo Stato spende i soldi dei contribuenti.
Non è però detto che Christoph Blocher li riceverà, quei 2,7 milioni di franchi. Prima di dare il suo via libera, la commissione delle finanze del parlamento dovrà infatti verificare i redditi conseguiti in tutti questi anni dal miliardario zurighese. Dovessero aver superato la soglia prevista dalla legge, quei redditi verrebbero detratti dalla pensione.
astern@caffe.ch
11.07.2020


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