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Lo studio di Santésuisse sui costi di laboratorio
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Un miliardo di troppo
per le analisi del sangue
PATRIZIA GUENZI


Una cifra a nove zeri. Una cifra importante, soprattutto perché potrebbe essere risparmiata, ogni anno, dagli assicurati. Si parla di un miliardo. Un miliardo di troppo speso per le analisi di laboratorio perché in Svizzera costano anche tre volte tanto rispetto ad altri Paesi europei. Un miliardo che potremmo economizzare - su una fattura totale di un quasi 1,5 miliardi di franchi - se solo le tariffe per le analisi del sangue venissero allineate a quelle praticate all’estero. Tanto per fare un esempio recente, il tampone per testare la positività al Covid a inizio epidemia costava 180 franchi (poi 95), in Germania 59 euro, circa 62 franchi. L’esame per la ferritina (ferro nel sangue) costa il doppio rispetto all’Austria, quello per il Psa (prostata) quasi tre volte tanto che in Germania. Pochi numeri, estrapolati dalla sessantina di "posizioni di analisi", le più frequenti, rimborsate dalle casse malati, contenute nel corposo studio di Santésuisse che il Caffè pubblica in esclusiva. "Le tariffe devono abbassarsi il prima possibile, è un diritto degli assicurati", dice al Caffè Markus Gnägi, economista della salute per Santésuisse.
Lo studio prende in considerazione 63 analisi di laboratorio e confronta le tariffe in vigore in Germania, Francia, Olanda e Austria. Gli esperti, attraverso delle proiezioni, hanno valutato il risparmio totale di cui la Svizzera potrebbe beneficiare praticando i prezzi medi dei laboratori europei. "Un potenziale di risparmio del 68% - si legge nello studio -, 1.003 milioni di franchi l’anno su una fattura totale di 1.469 milioni".
"Attraverso queste ricerche speriamo di spingere politici e autorità a trovare delle soluzioni per risparmiare, si parla di centinaia di milioni di franchi", aggiunge Gnägi. Alla fine dello scorso anno, il consigliere nazionale del cvp Chrisitan Lohr aveva presentato una mozione su questo tema (il Consiglio nazionale non ha ancora risposto).
Certo, in Svizzera tutta una serie di servizi sono più cari rispetto ad altri Paesi, non stupisce quindi più di tanto che anche per le analisi di laboratorio si paghi molto di più. Già nel 2008, in uno studio analogo in cui Santésuisse faceva un confronto internazionale dei prezzi con la Germania e l’Austria, emergeva che i costi nei due Paesi erano notevolmente inferiori. Situazione che, vista quest’ultima indagine, non è sostanzialmente cambiata. La Svizzera continua ad essere un’esosissima "isola", tanto che annualmente per la salute si spendono oltre ottanta miliardi di franchi.
Nello studio si sono prese in considerazione il prezzo delle analisi per il trattamento ambulatoriale; in caso di ricovero, il costo è incluso nella tariffa forfettaria. Gli esperti hanno valutato oltre milleottocento "posizioni" divise in capitoli: chimica, ematologia, immunologia, genetica, microbiologia e "generali". Tra il 2015 e il 2018 il volume dei costi è aumentato costantemente, attorno al 31%, da 1,554 miliardi a 1,808 miliardi circa.
Una soluzione per il caro analisi potrebbe essere allentare il "principio di territorialità", come si vorrebbe fare per i farmaci garantendone il rimborso anche se acquistati all’estero. In questo modo la Svizzera sarebbe "obbligata" a rivedere le sue tariffe.
pguenzi@caffe.ch
11.07.2020


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