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Nella città dove è stato registrato il picco di mille contagi
Immagini articolo
'A Ginevra è un disastro,
la gente è come gli zombie'
ANDREA BERTAGNI, PATRIZIA GUENZI, MAURO SPIGNESI


Trasporti a rilento, uffici con pochi impiegati per effetto del telelavoro, strade attraversate da gente con le mascherine. Le immagini di Ginevra, dove i contagi hanno toccato la quota record a livello nazionale di mille al giorno e le autorità hanno decretato un mini-lockdown, sono queste. Insieme a bar, ristoranti e negozi (non essenziali) chiusi. Aperte invece le scuole. "Un passo necessario - spiega Antonio Pizzoferrato, segretario dell’associazione cantonale dei medici.  Speriamo che possa bastare perché tutti stanno dando una mano. Penso ai medici di famiglia, che lavorano negli ospedali e nelle cliniche, ma anche alla stessa rete sanitaria che ha unito le forze". Pizzoferrato mette in rilievo il senso di solidarietà scattato in questi giorni. "Gli interventi non urgenti sono stati posticipati, le cliniche accolgono pazienti non Covid, così da liberare posti nell’ospedale cantonale". Una strategia che, secondo Pizzoferrato, sta dando i frutti sperati. "Perché i contagi stanno scendendo".
Per Daniel Carugati, vicepresidente della Société des cafetiers, restaurateurs, hôteliers di Ginevra, è invece "un disastro. L’aeroporto è mezzo chiuso, non ci sono turisti e i ginevrini sono stanchi di prendere stangate". E prosegue: "L’atmosfera è pesante. La popolazione è diventata come zombi. Tenere aperti i take away non serve. È come mettere i cerini sulle lapidi dei cimiteri".
Sono giorni difficili. Anche il Trasporto pubblico di Ginevra (Tpg), che serve un totale di 69 comuni situati nei cantoni di Ginevra e Vaud oltre che in Francia con un bacino di utenza di quasi 700.000 abitanti, "ha leggermente ridotto la sua offerta da martedì 10 novembre - spiega François Mutter, portavoce del Tpg -. Decisione che ha lo scopo di prevenire un possibile problema lavorativo dovuto alla crisi sanitaria. Come l’intera area metropolitana di Ginevra, l’azienda registra un numero crescente di casi di quarantena e malattia. Le misure adottate consentono di mantenere il 92% dell’offerta in tempi normali. Inoltre, il calo del servizio non dovrebbe comportare un maggiore affollamento dei veicoli, visto che le presenze sono progressivamente diminuite a seguito delle misure delle autorità".
Anche Mario Werren, direttore generale di Lémanis società collegata a Léman Express, il sistema ferroviario celere internazionale che serve la grande area di Ginevra, spiega che "l’organizzazione e l’offerta sono state adattate alle nuove esigenze per contrastare il virus. Per ora siamo riusciti a garantire quasi tutte le corse previste".
Alexandra Rys, portavoce della Camera di commercio di Ginevra, spiega che "al governo abbiamo chiesto di poter riaprire le attività commerciali (tutte chiuse) con l’arrivo delle feste, visto che è un buon momento per noi commercianti. I negozianti vodesi sono infatti rimasti aperti, ciò provoca una distorsione della concorrenza. Lo Stato per fortuna ci ha almeno dato la possibilità di effettuare il servizio Click & Collect, cioè consentire ai clienti di fare acquisti online e di ritirare la merce su appuntamento in negozio. Ma abbiamo bisogno molto di più".
an.b./p.g./m.sp.
14.11.2020


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