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L'ex vicario generale è accusato di sequestro di persona
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Il monsignore e la perpetua,
fermato don Chiappini
MAURO SPIGNESI


Quando lo hanno portato via aveva lo sguardo smarrito, incredulo. Di un uomo fragile. E d’altronde nessuno si sarebbe mai aspettato che a monsignor Azzolino Chiappini, 80 anni, l’uomo del dialogo tra religioni, sacerdote pacato, ex rettore della Facoltà di teologia, fossero contestati i reati di sequestro di persona, coazione e lesioni semplici per condotta omissiva. Un’ipotesi d’accusa - come tale va presa - scattata dopo un blitz, venerdì, quando gli agenti della polizia sono arrivati nella sua abitazione nel Borghetto di Lugano. Il religioso è formalmente in stato di fermo. La procuratrice pubblica Pamela Pedretti, titolare dell’inchiesta, dopo gli interrogatori di rito, sta concludendo gli ultimi atti istruttori di un’indagine che ancora presenta molti aspetti da chiarire. Il fermo potrebbe essere trasformato in arresto se il giudice dei provvementi coercitivi stabilirà che ci sono i presupposti.
Da giorni nei dintorni della Curia si aggiravano agenti in borghese che interpellavano discretamente persone di passaggio per sapere e raccogliere informazioni. Dapprima è stato notato un poliziotto, poi due e tre. Infine l’irruzione. Nella casa di Chiappini nessuno, nei giorni che hanno preceduto il fermo, rispondeva al telefono. Inutile anche suonare il campanello. D’altronde la casa sembrava invalicabile. Tempo fa una squadra di operai che doveva controllare l’impianto elettrico non era riuscita ad entrare ed è stata tagliata l’energia elettrica.
Don Chiappini - come ha scritto sul suo sito la Regione, che per prima ha rivelato il nome - è accusato d’aver tenuto segregata in casa una donna straniera (portata in una struttura protetta). Si dice, secondo fonti della Curia contattate dal Caffè, che sia di origini finlandesi. Il religioso sembra sia entrato in contatto con lei, che ha 48 anni, attraverso corsi teologici svolti online. Sta di fatto che la donna è approdata a Lugano ed è stata accolta, ospitata da Chiappini quando - circa 12 anni fa - al religioso è stato assegnato l’appartamento della Curia che fu di don Poretti.
A chi gli domandava chi fosse quella donna, il sacerdote rispondeva distrattamente che era una parente (alcuni dicono “una cugina”). Una risposta che probabilmente non ha mai convinto. Quella sorta di perpetua misteriosa aveva destato più di un sospetto. Molti dicono che fosse arrivata a Lugano per aiutarlo nelle faccende quotidiane. Un particolare, quest’ultimo, che stride con le condizioni in cui gli agenti, al momento della perquisizione, avrebbero trovato la casa, e cioè in condizioni piuttosto precarie, con un disordine indescrivibile. Pacchi ovunque. Gli agenti sono stati poi nell’ufficio di Chiappini alla Facoltà di teologia, dove è professore emerito di Teologia fondamentale, e hanno sequestrato materiale e pc.
Non si sa da dove sia partita l’inchiesta, una voce non confermata parla di una segnalazione anonima. Alcuni vicini raccontano che lì, soprattutto negli ultimi tempi, arrivassero parecchi pacchi, in particolare (alcuni avevano notato le scritte) di Zalando. Sin dal suo arrivo la ragazza usciva raramente di casa, inizialmente alcune volte la si notava alle Messe festive, poi era scomparsa alla vista. Secondo un comunicato di polizia e Ministero pubblico la donna non aveva il permesso di soggiorno.
Non si sa quali siano stati i rapporti tra la donna e il monsignore. Secondo alcune fonti contattate dal Caffè sembra che nel tempo - ma questo stride con le accuse - la donna avesse preso le redini del rapporto e della casa, tanto da condizionare pesantemente il prete, fino a essere lei a dettare le regole. E questo atteggiamento alla lunga evidentemente non poteva non essere  notato. Possibile che nessuno abbia avuto la percezione di quanto accadeva e non si sia sentito in dovere di far scattare almeno qualche doveroso accertamento? Forse, entrando nella casa e vedendo la situazione, si sarebbe magari potuto intuire qualcosa.
Molti spiegano questo silenzio, questi mancati interventi con l’autorità di cui gode il religioso. Sulla base delle voci che circolano in ambienti vicini alla Diocesi, ora qualcuno sostiene anche che da tempo sarebbe dovuto scattare qualche intervento dall’alto. Che però non c’è stato, è mancato. La Curia in un breve comunicato afferma di aver “garantito piena collaborazione agli inquirenti”.
Don Azzolino Chiappini è un sacerdote, ex vicario generale della Diocesi, e studioso molto conosciuto, non soltanto in Ticino. Ha insegnato in diverse università, fra cui Friburgo, Roma e Lugano; ha fatto parte di diverse commissioni nazionali. Autore di diversi saggi, vice presidente dell’Accademia internazionale cattolico-luterana, è stato inoltre relatore in importanti convegni religiosi.
Don Chiappini, ordinato sacerdote nel 1965, brissaghese d’origine, pensava al sacerdozio già dagli anni delle elementari, dove era seguitoda  don Annibale Berra, storico parroco del paese di confine. Il rapporto con la teologia invece risale al 1966, quando il vescovo Angelo Jelmini gli assegna una cattedra in seminario, a Lugano. È l’inizio di un percorso che lo condurrà a insegnare all’Università di Friborgo fino al 1992, quando il vescovo Eugenio Corecco riporta il seminario a Lugano e apre un istituto teologico, l’Accademia di Teologia, che diventerà quasi subito Facoltà. Chiappini nella sua carriera è stato anche arciprete della Cattedrale.
mspignesi@caffe.ch
21.11.2020


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