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Inchiesta su una multinazionale con depositi in Ticino
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In un server i segreti
di conti e soldi offshore
FEDERICO FRANCHINI


Cinque anni fa, a Ginevra viene arrestato Fernando Migliaccio, membro della "divisione corruzione" della multinazionale Odebrecht. È la svolta nelle indagini internazionali contro il colosso brasiliano: il suo arresto porterà gli inquirenti svizzeri ad un datacenter, dove sono custoditi i programmi che gestiscono la contabilità parallela e le comunicazioni segrete del gruppo. Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) si ritrova tra le mani due milioni di documenti: email, ordini di pagamenti, documenti bancari, contratti. È in quel momento che la strategia difensiva della multinazionale si sgretola. Dopo aver negato ogni accusa, Odebrecht comincia a trattare: a fine 2016, si arriva ad un accordo: una multa record di 2,2 miliardi di dollari convenuta con Brasile, Usa e Svizzera.
Dopo la condanna, gli inquirenti federali hanno continuato a cercare all’interno di questi documenti per analizzare i flussi di denaro che, transitando dai conti delle società offshore della Odebrecht, molti a Lugano, terminavano nelle tasche di funzionari pubblici di vari Paesi. Diverse procedure penali, sono state aperte dopo le analisi sul server.
I documenti recuperati a Ginevra interessano, però, anche altri Paesi. È il caso non solo del Brasile, ma anche di Panama, Perù e Equador. Nell’autunno 2017, il procuratore generale Michael Lauber si è recato a Panama per incontrare diversi procuratori latino-americani per discutere della vicenda. Tema centrale: il contenuto del server. Il processo di condivisione delle informazioni è stato difficoltoso. Il motivo? La multinazionale si è opposta alla decisione di Berna di negargli il ruolo di parte nelle procedure d’assistenza giudiziaria. La questione è tecnica: secondo l’Mpc a ricorrere poteva essere la Safe Host, la società presso cui era stoccato il programma, ma non la Odebrecht. Quest’ultima si è rivolta al Tribunale penale federale e al Tribunale federale per contestare la sua esclusione, ma Bellinzona e Losanna hanno respinto i ricorsi.
L’accesso al server e l’opposizione di Odebrecht hanno suscitato polemiche in Perù, dove il gruppo ha firmato un accordo di collaborazione con le autorità. Un accordo che non è piaciuto a tutti, anche perché la multinazionale ha fornito informazioni con il contagocce. Proprio per questo il materiale atteso dalla Svizzera potrebbe essere molto utile.
Ma che ne è di questo materiale? Dato che, da agosto 2020, Odebrecht non ha più ha più possibilità di opporsi, sembra lecito supporre che il contenuto del server sia arrivato a Lima. La notizia, però, non è stata confermata. Anche perché, in Perù, il suo contenuto può avere l’effetto di una bomba: se le mazzette versate in cambio degli appalti pubblici sono note, resta da capire come Odebrecht finanziava le campagne elettorali. Dopo che gli ultimi 4 presidenti sono stati coinvolti in questo maxi caso di corruzione, ad aprile si voterà per il presidente. E vari personaggi sospettati sono di nuovo in corsa.
20.02.2021


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