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L'industria dell'ospitalità si è rinnovata per sempre
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"Sì, tutti i nostri alberghi
hanno dovuto cambiare"
PATRIZIA GUENZI


Dal check in all’ascensore, dalla sala ristorante alla piscina, dalla chiave agli spazi comuni… La vacanza in albergo non è più quella dei tempi pre-Covid. Il virus ha cambiato i connotati dell’industria dell’ospitalità che, giocoforza, ha dovuto rinnovarsi. Per sempre. "I nostri alberghi sono cambiati - conferma Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino -. Ci siamo organizzati e attrezzati per garantire la massima sicurezza ai nostri clienti senza penalizzare il comfort. Oggi rendere l’esperienza dell’hospitality sicura e confortevole significa, anche, adattarsi a queste nuove esigenze".
Adattarsi, trasformarsi... "Da mesi abbiamo approntato le misure di sicurezza che hanno permesso a noi alberghi di restare aperti, quasi gli unici in Europa", dice Andreas Züllig, presidente di HotellerieSuisse. "Per un albergo, anche prima del Covid, è comunque un dovere introdurre regolarmente dei cambiamenti, dei miglioramenti - aggiunge Pianezzi -, altrimenti non si resiste in un settore così concorrenziale". Novità, modifiche e ritocchi facilitati anche dalla tecnologia. Molte strutture, infatti, hanno introdotto diverse soluzioni che strizzano l’occhio all’informatica, Soprattutto per ridurre al massimo i contatti tra persone che in tempi di Covid sono il pericolo maggiore. Dal check-in alle App, all’attivazione vocale per la gestione dei dispositivi nelle stanze, sino alle chiavi della camera direttamente sullo smartphone.
"Da tempo nel mio albergo abbiamo optato per il check-in online e la clientela ha mostrato di apprezzare molto - spiega Nicolas Ming, vice-presidente Società degli albergatori Montreux-Vevey-Lavaux -. Ma se ci si rinnova costantemente è più facile adattarsi ai cambiamenti. Chiaro, questo, imposto dal Covid, è stato un grosso cambiamento, perché bisogna evitare il più possibile i contatti in un luogo dove di persone ne girano tante. Quindi abbiamo aumentato il distanziamento tra i tavoli, per fortuna i nostri spazi sono abbastanza ampi; anche in piscina abbiamo dovuto limitare gli accessi".
E anche in piscina o negli spazi dedicati al benessere, un’altra volta l’informatica si rivela preziosa. "Abbiamo un’App per monitorare gli accessi - spiega Pianezzi - e anche per prenotare i servizi a disposizione della clientela". Clientela che un po’ s’è comunque dovuta adattare rispetto al pre-pandemia. Ad esempio, finiti (almeno per ora) i tempi in cui si andava a fare colazione a qualsiasi orario, pur restando nei limiti di un lasso di tempo prestabilito. "Chiediamo ai nostri clienti quando vogliono fare colazione e ci organizziamo di conseguenza - dice Ming -. In questo modo evitiamo eventuali affollamenti nella sala". E Züllig commenta: "Meno affollamento significa anche più comfort allo stesso prezzo. Inoltre almeno una volta la settimana sottoponiamo i nostri impiegati al tampone".
Una nuova, o rinnovata, organizzazione s’è imposta. Un cambio di passo che, probabilmente, per certi versi ha solo anticipato alcune modifiche già previste. "Evitare il più possibile gli assembramenti - spiega Urs Zimmermann, vice presidente HotellerieSuisse -. Per chi non fa il ckeck-in online bisogna accelerare i tempi, molte comunicazioni vengono fatte per iscritto. E  siccome non ho una hall capiente, la clientela aspetta fuori il proprio turno".
Distanziamento, dunque, ma non solo. Massima igiene e pulizia. Ovunque. "Negli ascensori, costantemente disinfettati, entrano solo i componenti di una camera", aggiunge Zimmermann. Anche l’Oms ha detto la sua sull’igiene negli alberghi. L’Organizzazione mondiale della sanità, ad esempio, consiglia di evitare l’uso di panni o altri materiali assorbenti, preferendo l’usa e getta, e macchinari appositi per l’igienizzazione.
pguenzi@caffe.ch
27.03.2021


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