Fondi d'investimento e affaristi colonizzano il pallone
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L'economia grigia
che regna sul calcio
MASSIMO SCHIRA


C'è un'autentica "economia grigia" che regge le redini del calcio internazionale. Una sorta di universo finanziario parallelo a quello dei club, capace di condizionare non solo il risultato sportivo dei vari campionati, ma anche di modificare a piacimento il valore dei singoli giocatori per trarne guadagno. Ed è una "piovra" che snoda i suoi tentacoli dal Sudamerica all'Europa. Dalle realtà più macroscopiche a quelle quasi invisibili, come ad esempio il Locarno (vedi articolo a lato). A far luce su questi meccanismi è Pippo Russo - sociologo dello sport e docente all'Università di Firenze - nel suo recente saggio "Gol di rapina - Il lato oscuro del calcio globale". "L'interesse su questo tema parte dal famoso caso del passaggio dei calciatori argentini Tevez e Mascherano al West Ham - spiega Russo al Caffè -. Si è trattato del primo caso di giocatori ceduti in affitto e non venduti tra i club. Entrambi, infatti, erano di proprietà di un fondo d'investimento".
Immergendosi sempre più in questo nebuloso panorama, il ricercatore inizia a scoprire una fittissima ramificazione di contatti, società e affari. "Non immaginavo minimamente il livello di raffinatezza di questo meccanismo finanziario, che coinvolge interessi economici, ma anche politici - conferma Russo -. È una vera ragnatela sistemica e sistematica. Un pentolone di cui non si vede (e forse non si vedrà mai) il fondo, perché ogni giorno si scoprono due o tre nuove piste". Il meccanismo prevede complesse triangolazioni, con al centro un fondo d'investimento che fa muovere diversi giocatori in vari club con l'obiettivo di generare guadagni. "Ai gestori di un fondo d'investimento interessa trarre dei benefici, quindi controllando più atleti in uno stesso campionato, ma ci sono anche allenatori e addirittura club 'sotto controllo', si può agire anche sul loro valore commerciale - afferma Russo -. Ad esempio, per far aumentare la quotazione di un attaccante, ci si può mettere d'accordo per fargli realizzare tre reti in una partita. Magari con l'aiuto del portiere avversario, che fa, guarda caso, parte della stessa scuderia. Non si incide solo sul risultato sportivo, insomma".
Per gli amanti di quello che Russo definisce "l'ex gioco più bello del mondo", un panorama certamente poco edificante. E che trova nuovi spunti di riflessione anche nell'attualità. "Il caso di Courtois, portiere dell'Atletico di Madrid, è addirittura paradigmatico - nota il sociologo -. Essendo di proprietà del Chelsea, avversaria proprio degli spagnoli nelle semifinali di Champion's League, Courtois avrebbe potuto essere costretto a non giocare gli scontri diretti per un accordo tra i due club che, peraltro, sono tra i più coinvolti nel 'sistema' economico parallelo. Non avesse giocato, la competizione sarebbe in qualche modo falsata, perché l'Atletico avrebbe avuto un danno. Scendendo invece in campo (grazie al nulla osta della Uefa), già si profilano per lui ritorsioni da parte degli inglesi, che sono il club proprietario del giocatore".
Il tutto è inserito in un sistema sempre più perfezionato, capillare e diffuso. Che vede affiancarsi ai grandi club anche realtà periferiche quasi invisibili sullo scacchiere internazionale. "Un sistema così ramificato non può appoggiarsi solo su grandi attori - sottolinea  Russo -. Necessita di una sorta di vivaio in cui far muovere i giovani calciatori. Quindi si basa su club di nome non altisonante e anche di bassa categoria, che diventano meri punti di passaggio degli atleti, anche se solo sulla carta, come dimostra il caso del Locarno".
Il futuro non lascia certamente presagire cambiamenti strutturali. "La Fifa ha modificato i regolamenti, senza però raggiungere l'obiettivo di frenare il fenomeno - conclude Russo -. L'Uefa è fortemente contraria al sistema parallelo, ma ormai è isolata. In Sudamerica infatti i principali campionati (argentino, brasiliano e colombiano) sono letteralmente colonizzati dall'economia parallela. E anche l'Europa non è certo immune. Basti pensare al caso del Portogallo o al fatto che in Spagna si pensa di inserire il settore dei fondi d'investimento all'interno di una nuova 'ley deportiva', la legge sullo sport".

mschira@caffe.ch
@MassimoSchira
27.04.2014


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