Dalla Siria alla Germania attraversando mezza Europa
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La drammatica odissea
di un migrante 20enne
EZIO ROCCHI BALBI


Vent'anni, uno zaino in spalla, qualche centinaio di euro in tasca e una scelta obbligata: partire per l'Europa lasciandosi alle spalle una guerra sempre più feroce in Siria. L'odissea che aspetta il giovane profugo siriano Mohamad Al Masalmeh è drammaticamente simile a quella di migliaia di altri Mohamad. E i rischi, le paure,il carico di sofferenza è lo stesso di altri Mohamad, anche se cercano la libertà facendo rotta su Lampedusa anzichè attraversare tutti i Balcani.
Ed è stata davvero un'odissea quella del ventenne Mohamad che il cineasta e fotografo Matteo Bastianelli ha documentato (vedi intervista a fianco) con i suoi scatti in bianco e nero, seguendo dal 2012 la stessa "rotta" del giovane dal  per due anni: dal campo profughi raggiunto attraversando illegalmente la sua prima frontiera, quella più facile, con la Turchia fino al "lieto fine" del traguardo, quando finalmente raggiunge un cugino a Warstein, in Germania.
In mezzo c'è il tentativo di intrufolarsi, ad Istanbul, su una nave da crociera che porta turisti in giro per il Mediterraneo. Nascosto chissà come nella stiva, viene scoperto a Venezia e rispedito a Istanbul. Punta sulla Bulgaria, pur sapendo che il governo di Sofia ha costruito un muro di 33 chilometri - cemento, acciaio e filo spinato - proprio sulla frontiera turca che, solo lo scorso anno, hanno cercato di superare clandestinamente in 40mila. Solo seimila ci sono riusciti, Mohamad incluso, mentre - come ha denunciato il l'Alto commissariato Onu per il rifugiati - tanti altri ci hanno lasciato la vita. Finisce nel fatiscente campo profughi di Harmanli, dove resterà quasi un anno, prima in tenda, poi in una stanzetta con altri quattro ragazzi, infine in uno dei container allestiti con i fondi dell'Ue. Un giorno, però, con le buone o con le cattive, gli fanno capire che deve andarsene: altri rifugiati continuano ad arrivare, non ci sono più posti. O ritorna in Siria, dove continua a scorrere il sangue e l'Isis avanza, o...
Tra vivere da senzatetto in Bulgaria o raggiungere, costi quel che costi, il cugino Hany in Germania, la scelta è ovvia. Zaino in spalle arriva a Sofia, da lì con un altro bus punta su Bucarest. Questa volta, però, si è fatto furbo: grazie ai soldi che la sorella gli ha spedito dagli Emirati ha in tasca una prenotazione alberghiera per qualche giorno, un'assicurazione sanitaria e 500 euro in contanti.
Al confine rumeno, a Giurgiu, la polizia controlla i passaporti e viene fatto scendere, ma i voucher dell'agenzia viaggi di Sofia sono un passepartout. Il tratto finale non sarà una passeggiata. Un trafficante di esseri umani gli svuota le tasche, ma dopo una decina di giorni di angoscia e attesa  lo passa a prendere in auto e lo lascia - seminando mazzette a poliziotti corrotti - alla frontiera con l'Ungheria. Nevica, il trafficante gli dice di aspettare la notte, di seguire poi il sentiero che affianca la dogana. Insomma, si arrangi. Mohamad cammina sei ore nella foresta ricoperta di neve, si cambia i vestiti inzuppati, intirizzito si concede un taxi fino a Budapest, dove un banale autobus ha capolinea Düsseldorf. Viene ancora fermato dalla polizia che gli toglie i documenti bulgari.Ma é fatta. Anche  se il permesso che ottiene è solo provvisorio.

erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi


07.06.2015


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