L'alimento per eccellenza è simbolo d'unione tra i popoli
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Razze buone
come il pane
PATRIZIA GUENZI


Buono come il pane è forse il detto più conosciuto al mondo. Significa essere una persona di carattere mite o di buon cuore. Che aiuta il prossimo e condivide. E il pane è stato preso giustamente come simbolo di condivisione per la "Settimana contro il razzismo", 20-26 marzo, dal Gruppo Integrazione di Locarno, che partecipa alle varie manifestazioni che si svolgeranno in Ticino con un evento conviviale e simbolico: lo scambio del pane, sabato 25 marzo in via Ramogna a partire dalle 10.30. Razze buone come il pane. Le varie etnie prepareranno il proprio pane per condividerlo.
Alimento di base povero e versatile, il pane è presente nelle culture e nei riti di molti popoli ed è uno dei primi cibi preparati dall’uomo. Protagonista e testimone di antichissime tradizioni, denominatore comune di molte popolazioni, dal Messico alla Svezia, dalla Macedonia alla Turchia all’India. E proprio in questo Paese, l’India, il pane è onnipresente in ogni pasto, un po’ come per noi occidentali. "Da Bombay in giù è la prima cosa che si mangia quando ci si siede a tavola - spiega Gagan Nirh, 39 anni, del Tabla di Lugano, nato e cresciuto in India -. Noi portiamo il grano alla bocca per ringraziare chi ci dà il cibo". Una sorta di rito, fondamentale, che viene loro insegnato sin dall’infanzia.
Anche per la cultura turca il pane riveste una grande importanza. "Non può mai mancare durante i pasti - conferma Canel Keles, 28 anni, di origine turca, del ristorante Quattro Sorelle, Lugano -. E ci sbizzarriamo a farne di ogni tipo e forma. Bianco, integrale, col forno a legna, elettrico, su piastra... focacce e piadine, sottili o ripiene di ogni ben di Dio. Per le piadine utilizziamo la farina integrale o quella di mais".
Il pane, dunque, alimento comune di molti popoli, anche se ognuno lo produce in modi  diversi, riflettendo caratteristiche diverse. E dandogli il significato che meglio crede. E allora, nella cultura giapponese, l’equivalente del pane è il riso. E così come nelle cucine occidentali spesso c’è una macchina del pane, in quelle asiatiche non mancano gli elettrodomestici che in breve tempo preparano il riso nel modo più adatto per cucinare la maggior parte dei loro piatti tradizionali. "Il nostro pane è il riso - spiegano al Ristorante Tsukimi Tei dell’Hotel Parco Paradiso di Lugano, dove si avvalgono dell’esperienza di Koteko, 41 anni, giapponese -. Il pane lo portiamo in tavola solo ai clienti che ce lo chiedono. Altrimenti c’è il riso, fatto in tantissimi modi, saltato, sushi, al vapore... E ci si può fare pure la scarpetta".
E l’occasione per gustare questo umilissimo alimento, ci sarà a Locarno. Con le sue forme più strane e i suoi sapori diversi, il pane si trasforma in strumento di dialogo e di incontro. I promotori dell’iniziativa locarnese auspicano che possa diventare anche un’occasione di condivisione. Che possa, tanto per restare in tema, far lievitare interessi comuni e una reciproca conoscenza. E Gagan, che consiglia di provare il naan, il pane di farina di grano, tipico dell’India e del Medio Oriente, suggerisce anche la ricetta: "Si presenta come una sorta di focaccia soffice, che può essere al naturale, ripiena al formaggio oppure aromatizzata con spezie o aglio. La preparazione del pane naan è molto semplice, anche a casa. Per la cottura basta una comune padella antiaderente. Alla fine potete spennellare il pane con olio e spezie, oppure insaporirlo con altri ingredienti di vostro gradimento, ma anche lasciarlo al naturale. Il mio consiglio è di farlo ripieno, di carne, formaggi misti, verdure o altro ancora. Fidatevi, è buonissimo".

p.g.
19.03.2017


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