L'italianità nella testimonianza di un impiegato a Berna
"Così ho capito
il bello del dialetto"
SANDRO CONTIN


In quella casa dove abitavamo noi, c’erano: nel sotterraneo un calabrese che, poverino, veniva a lavorare e che dopo nove mesi scappava tre mesi in Italia e poi dopo ritornava. Era uno stagionale. Al primo piano anche una famiglia di calabresi, poi sul nostro piano eravamo noi, mio babbo toscano, mia mamma padovana, poi dall’altra parte quelli del Salernitano, Battipaglia, Napoli. E poi anche i siciliani che non li capivo".
"Cioè, io ho un po’ ascoltato e ho preso un po’. Mi sa che ho preso una manciata da ognuno di loro, me li son presi. Andavo là a stuzzicare, capito? Ma sta parola? O i calabresi quando dicevano: "Lu palu di irro che stannu là. – Come? – Lu palu, lu che?" Ah il palo di ferro, lu palu di irro ah, lu irro, irro è il ferro! Cioè, e là ho cominciato a capire che mi piace questo, le lingue, i dialetti, che ne abbiamo tanti in Italia, come anche in Svizzera. Ho delle registrazioni a casa di dialetti vecchi che non vengono più parlati, che secondo me è un peccato perché hanno una bellezza in sé, capito? Lì ho cominciato a capire che non c’è solo l’italiano, c’è anche la bellezza del dialetto. Ho iniziato a capire che la lingua mi piace per il suono che fa: perché è anche musica".
"Il babbo era Feinmechaniker, meccanico di precisione, mia mamma lavorava in quelle fabbriche di orologeria e faceva dei lavori in serie perché era molto veloce, era velocissima, una cosa incredibile. E a quel tempo là venivano anche i giapponesi, sai con due o tre apparecchi fotografici venivano a fotografare in Svizzera tutti gli apparecchi per poi fare gli orologi. Comunque era un tempo molto vivo, anche a casa perché mamma lavorava, il babbo lavorava, e noi, con la chiave in tasca … e te la vedevi tu. Cioè, dopo la scuola si veniva a casa, e si faceva la merendina, te la preparavi da te, poi la sera rincasavano. La formazione a casa non l’avevo in quel senso, perché lavoravano tutti e due, allora mi sono reso conto che queste cose te le devi cercare da te".
07.05.2017


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