In Ticino i fruitori di cultura sono meno che in altre regioni
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Cinema e teatro? Poco
Meglio le feste di paese


Di mezza età. Uomo e donna. Ma non casaliga. Non sposato. Relativamente appassionato alla lettura. È questo, a grandi linee ma proprio grandi linee, l’identikit di chi in Ticino fruisce  più d’altri delle offerte culturali. Musei, esposizioni, concerti, biblioteche, spettacoli di danza, festival... L’Ufficio federale di statistica ha studiato le abitudini degli svizzeri, lo ha fatto nel 2014, in tutte e tre le regioni linguistiche ed in ognuna, soprattutto in quella di lingua italiana, ha riscontrato delle "specificità". Il Ticino registra tassi  di "uscite culturali" - così vengono definite dallo studio pubblicato sull’ultima edizione di Dati, periodico dell’Ufficio di statica ticinese - più contenute rispetto a quanto riscontrato nelle altre due regioni linguisitiche. Con un’eccezione, difficile da spiegare: danza e ballo sono di gran lunga preferiti in Ticino rispetto alla Romandia o alla Svizzera tedesca.
I ticinesi vanno meno al cinema rispetto agli abitanti del nord della Svizzera. E soprattutto sembrano non gradire la produzione nazionale. Ma c’è un’eccezione. Ed era previdibile. I festival cinematografici sono molto ma molto più frequentati in Ticino. Non poteva essere diversamente data la presenza a Locarno  della più importante manifestazione culturale della nazione, il Festival del film appunto.
Emerge tuttavia dallo studio un Ticino poco incline, quanto meno in misura ridotta, rispetto ai tedeschi e ai romandi, alla cosiddetta "fruizione culturale" in occasione di eventi, manifestazioni. Ma detto ciò, sottolinea lo studio, non si pensi che per i ticinesi la cultura sia, come dire?, merce rara. Affatto, si sottolinea nelle conclusioni della ricerca.
Quasi il 70  per cento di chi abita nella Svizzera italiana nell’ultimo anno preso in considerazione dall’analisi, ha visitato un museo, un’esposizione o una galleria d’arte. Non è un dato del tutto trascurabile. Come per altro quel 60 per cento che ha assistito, sempre nell’ultimo anno considerato, a concerti o proiezioni cinematografiche. Tuttavia, questi due dati non possono che essere una piccola consolazione. Perche le percentuali citate sono comunque più basse di quelle registrate  in almeno una (spesso in entrambe) delle regioni linguistiche.
Un’analisi più approfondita lascerebbe pensare, ma l’ipotesi è solo parzialmente corretta, che la mancata frequentazione di eventi e manifestazioni pubbliche sia causata da ciò che lo studio definisce "ripiegamento" nella sfera privata. Ma ciò può  valere solo o soprattutto per il cinema e la musica. Che i ticinesi preferiscano i film sul piccolo schermo e gli impianti di alta definizione a casa!? È possibile, sebbene nella Svizzera italiana, come detto, i festival abbiano un buon  tasso di presenze. Ma più ancora lo hanno le feste paesane e tradizionali. Ecco!, sottolinea lo studio, questo genere di appuntamenti, cioè le feste paesane, rappresentano una "specificità latina".
Ed una specificità ticinese è pure la durata media di ascolto radiofonico. A sud delle Alpi è particolarmente elevata. Ma molto, molto di più, quasi tre ore al giorno, è il tempo che i ticinesi dedicano alla televisione. Sebbene non proprio quella locale, perché come dicono altre statistiche  solo un terzo dei televisori accesi nelle ore serali è sintonizzato sulla Rsi.
In Ticino dunque si esce poco per concerti o per il cinema. Si preferisce la tv o la radio. E nemmeno tanto la lettura di un libro. Lo studio ha infatti registrato un dato interessante. Più ci si dedica al passatempo dei libri, romanzi o saggi che siano, e più si tende a frequentare manifestazioni, appuntamenti culturali d’ogni genere. Quasi a voler ampliare e completare ciò che i libri inevitabilmente danno a chi  vi dedica qualche ora a settimana.
09.07.2017


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