Nei sotterranei dove "riposano" le bottiglie famoso vino
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Lungo le strade
dello Champagne
GIÒ REZZONICO


Enologia, gastronomia, arte, natura, storia, pittoreschi villaggi, grandi personaggi. Sono questi i variegati ingredienti di un viaggio nella regione dello Champagne, nel nord-est della Francia. Le strade corrono tra i vigneti offrendo scorci magnifici e attraversando campi coltivati. In primavera molti sono colorati di giallo dai fiori delle piantagioni di colza, altri sono solo arati e mostrano il suolo argilloso tanto apprezzato dalla vigna. Visti da lontano questi paesaggi di campagna sembrano quadri astratti. Nei villaggi le case sono addossate l’una all’altra per lasciare maggior spazio ai vigneti. Nelle città chiese e cattedrali sono maestose, ad iniziare da quella di Reims, una delle più belle di Francia. La loro struttura architettonica propone ampie finestre e rosoni che mettono in risalto le splendide vetrate, una delle prerogative dell’arte locale assieme alle sculture religiose. La storia e la cultura sono generose di testimonianze dai tempi antichi ad oggi: da quando i re francesi si facevano incoronare nella cattedrale di Reims, alle scoperte enologiche del sacerdote benedettino Dom Pérignon, che mise le basi per il successo mondiale dello champagne; dagli armoniosi paesaggi dipinti da Renoir, che in questa regione trascorreva le vacanze, alle meditazioni politiche di Charles De Gaulle ispirate dalla pace della sua villa in campagna, senza dimenticare la straordinaria opera di Denis Diderot precursore della modernità.
L’itinerario è facilmente percorribile in automobile partendo dal Ticino. In circa 7 ore si raggiunge Reims, da cui ci si sposta in seguito verso sud in brevi tappe giornaliere. Il rientro in Svizzera da Langres, la città circondata dalle mura fortificate più ampie d’Europa, comporta invece 5 ore di viaggio.

Le grandi Cattedrali
La prima meta del nostro viaggio è Châlons-en-Champagne, che ci sorprende soprattutto per la sua basilica di Notre-Dame de l’Epine. D’ora in poi quando sentirò parlare di una "cattedrale nel deserto" penserò a questa imponente chiesa, realizzata sul modello della cattedrale di Reims, a 8 chilometri da Châlons, in piena campagna. Patrimonio mondiale dell’Unesco, la si scorge da lontano e la sua purezza di stile, secondo gli esperti, esprime la perfezione dell’architettura gotica (inizio XV secolo). Di puro stile gotico è pure la cattedrale di Châlons, dove facciamo il primo incontro con splendide vetrate, che ci accompagneranno durante tutto il viaggio. Notevole anche la chiesa di Notre-Dame-en-Vaux che presenta al suo interno la transizione dal romanico al gotico. In un piccolo museo adiacente sono state raccolte 55 colonne scolpite, di notevole fattura, che appartenevano a un antico chiostro romanico e rappresentano personaggi storici e religiosi.
Meno di un’ora di strada separa Châlons da Reims, dove un angelo sorridente vigila su una delle cattedrali considerate tra le più pregevoli del mondo cristiano, per la sua unità stilistica, per le sue statue, per le sue straordinarie vetrate antiche e quelle più recenti realizzate negli anni Settanta da Chagall, per i suoi ricordi legati alla storia di Francia. La tradizione cristiana di Reims risale al V secolo quando Clodoveo re dei Franchi, dopo avere sconfitto gli Alemanni accettò di farsi battezzare suggellando così l’unione del suo popolo, cioè dei Francesi, al cristianesimo. Nell’ottobre dell’816, nella basilica precedente a quella attuale, avvenne l’incoronazione imperiale di Luigi il Pio. Nell’attuale cattedrale tra il 1223 e il 1825 vennero incoronati ben 33 re francesi. I giorni precedenti la cerimonia risiedevano nell’adiacente Palazzo del Tau (che si può visitare), dove i vescovi andavano a cercare "il re che Dio aveva scelto per i Francesi".
Nel 1962 la cattedrale di Reims ha vissuto un altro grande avvenimento di portata storica: la cerimonia di riconciliazione, tra Francia e Germania dopo gli avvenimenti della seconda guerra mondiale, voluta da Charles De Gaulle e Konrad Adenauer.
Passeggiare per le vie del centro storico di Reims è molto piacevole, ma non si può lasciare la città senza visitare la splendida chiesa di Saint-Remi, costruita nella prima metà dell’XI secolo, e una delle importanti cantine (Pommery, Taittinger, Veuve Clicquot, Mumm, Ruinart ecc.) che si trovano in collina, poco distante da Saint-Remi. Nei loro sotterranei in passato sono stati scavati 120 chilometri di gallerie, dove viene invecchiato lo champagne. Durante la seconda guerra mondiale questi tunnel servivano da rifugio e hanno ospitato ospedali e scuole. Se non trovate il tempo per visitare una cantina, vi potrete rifare nei giorni seguenti a Épernay, altra grande capitale dello champagne.

A spasso tra i vigneti
Un circuito di un centinaio di chilometri permette di scoprire il Parco naturale regionale della Montagna di Reims, dove vengono coltivate le uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay dai cui assemblaggi nascono alcuni tra i più rinomati champagne grands cru. Per rendersi conto della vastità della zona bisogna salire sul Faro di Verzenay, da cui il panorama a 360 gradi è fantastico. Ma che ci fa un faro in mezzo alla vigna? Fu l’originale trovata pubblicitaria di Joseph Goulet, che all’inizio del ‘900 lo fece costruire per far conoscere il suo champagne. Durante la seconda guerra il faro fu occupato dai soldati tedeschi che controllavano la pianura, mentre i francesi osservavano i loro spostamenti dalla montagna. Una montagna sui generis, alta appena 300 metri e ricoperta all’estremità da folti boschi, mentre tutt’attorno sulla pianura si sviluppano i vigneti. Accanto al faro è stato creato un moderno museo, che ricorrendo a tecnologie multimediali rappresenta il ciclo delle stagioni nei vigneti e illustra gli aspetti storici ed economici del vino dei re.
Poco distante, nel bosco di Verzy, si possono ammirare rarissimi esemplari di alberi dai tronchi contorti, caratteristica che ancora oggi rimane un mistero. Nella chiesa di Hautvillers, un pittoresco villaggio noto per le insegne che decorano le case indicando la professione delle famiglie d’origine, riposano le spoglie di Dom Pérignon. È grazie alle scoperte di questo frate benedettino, il quale dedicò gran parte della sua vita all’enologia, che nacque lo champagne moderno con le caratteristiche bollicine.

Épernay e la Côte des Blancs
Buona parte degli oltre 300 milioni di bottiglie di champagne prodotte annualmente vengono invecchiate nelle cantine di Reims e di Épernay. Quest’ultima è l’altra grande capitale del vino dei re, con oltre 100 chilometri di gallerie sotterranee. Lungo l’Avenue de Champagne si allineano, come a Reims, le cantine più rinomate. Noi abbiamo visitato quella di Mercier, attratti dalla creatività del suo fondatore Eugène Mercier. La visita è alquanto spettacolare. Con un ascensore panoramico si scende nei sotterranei, dove un trenino attende i visitatori, che anticamente erano invece accolti da carrozze trainate da cavalli. Ma non fu questa l’unica trovata di Mercier. Le pareti dei 18 chilometri di gallerie della sua cantina sono in parte scolpite da un artista di fine Ottocento e all’entrata si può ammirare la gigantesca botte, pure scolpita, che può contenere l’equivalente di 215mila bottiglie e che fu fatta costruire nel 1889 in occasione dell’Esposizione universale di Parigi. Fu trainata da Épernay a Parigi da 24 buoi e 18 cavalli durante un avventuroso viaggio che durò 20 giorni e richiese il rafforzamento di ponti e l’abbattimento di muri lungo il tragitto. Ma fu un grande successo e quindi una straordinaria trovata pubblicitaria. Ancora oggi Mercier è il secondo produttore al mondo di Champagne dopo Moët & Chandon.
A sud di Épernay si estende l’armoniosa Côte des Blancs, dove si coltiva quasi esclusivamente Chardonnay e dove le principali aziende dispongono di ampi vigneti. Negli ordinati villaggi situati lungo questo itinerario si notano una miriade di cantine di piccoli produttori locali. A Vertus ha sede Duval-Leroy, la cantina che produce uno champagne in collaborazione con il campione mondiale dei sommelier, il ticinese Paolo Basso.

La Città Santa delle vetrate
Troyes è considerata la "Città Santa delle vetrate". Già a partire dal XIV secolo si parla di una "école de Troyes" per lo stile "caratterizzato dai colori vivaci e dal disegno accurato". Ancora oggi in questa città risiedono alcuni degli atelier di restauro delle vetrate più apprezzati di Francia. Per rendersi conto di questa inestimabile ricchezza basta visitare l’imponente cattedrale di Saint-Pierre-et-Saint-Paul, così come altre sontuose chiese (in particolare Saint-Jean, Sainte-Madeleine, Saint-Pantaléon, Saint-Urbain), dove l’architettura lascia ampi spazi alle finestre e ai rosoni. Dal 2013, inoltre, in un prestigioso antico palazzo è stato aperto il museo "Cité du Vitrail" che presenta una collezione di vetrate unica in Europa. E visitarlo è particolarmente interessante perché si possono osservare questi capolavori da vicino (mentre nelle chiese sono sempre situati molto in alto) per apprezzarne i particolari, simili a quelli di un dipinto, e gli splendidi colori.
Tutte le chiese della regione dello Champagne conservano opere dei maestri vetrai di Troyes; questa città era però famosa anche per le sue botteghe di scultori, che hanno prodotto capolavori sparsi in tutta la zona.
Il centro storico di Troyes è a forma di tappo di Champagne e, oltre ad opere d’arte straordinarie (ad esempio l’interessante collezione di pittori fauves visibile al Museo d’arte contemporanea), conserva anche stradine pittoresche (in particolare rue des Chats) caratterizzate da case a graticcio, che presentano la loro tradizionale struttura in legno intervallata da mattoni intonacati.
La città anticamente era famosa per le sue fiere, che nel XII e XIII secolo erano note in tutta Europa. Ma fu anche il luogo dove, il 21 maggio 1420, la regina Isabella firmò un trattato che diseredava il delfino Carlo VII e consegnava di fatto la Francia agli Inglesi, designando Enrico V re d’Inghilterra legittimo erede al trono di Francia. Nove anni più tardi, il 17 luglio 1429 Carlo VII riconquistò il trono di Francia entrando nella cattedrale di Reims accompagnato da una commossa Giovanna d’Arco.

(1. continua)
13.08.2017


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