I media tradizionali confrontati con le e-news dei social
La Grande sfida?
News di qualità
EZIO ROCCHI BALBI


C’è chi considera ancora la migrazione delle testate giornalistiche in Rete un esperimento. Chi ammette che, ora come ora, l’attenzione delle news è concentrata sui social. E chi ricorda che, vent’anni dopo l’arrivo del web, le principali testate sono ancora lì, spesso in discreta salute. "E nonostante la crisi economica - ricorda Giovanni De Mauro, direttore del settimanale L’Internazionale -, la bolla della pubblicità e l’eccesso d’informazioni da loro stessi generato su internet". Tutti, comunque, nel "vecchio" mondo della comunicazione, sono concordi sul fatto che sta cambiando il modo di "leggere la notizia" e ormai scrivere per un giornale risulta una grande sfida per tutti. Una sfida caratterizzata dalla possibilità per chiunque di poter dire la propria, in pochi secondi, su un social network qualsiasi.
"È evidente che, attualmente, l’attenzione del mondo dell’informazione è concentrata sui social - commenta Ursula Ganz-Blättler, esperta di media e docente di Comunicazione all’università di San Gallo -. Ed è altrettanto evidente che tra web, social network e carta è in corso una ristrutturazione profonda. La differenza la dovrebbe fare la qualità, anche se tra cervelli, mani e ricerca l’informazione ‘buona’ e di qualità costa.  Ma più si abbassa la qualità meno chance si hanno di competere sul mercato. Soprattutto su quello dell’informazione online, considerato gratuito". La profezia di Philip Meyer, docente americano, direttore della Scuola di giornalismo dell’università della Carolina del Nord, che ha fissato l’estinzione dei giornali cartacei entro il 2043, è ancora considerata una provocazione, un avvertimento. Ma nello stesso tempo non viene sottovalutato il fatto  che, secondo il Pew Research Center, viene confermata la centralità del digitale nell’ecosistema dell’informazione e come questo stia, rapidamente, cambiando forma a colpi di notizie navigabili, mappe interattive, elaborazione dei big data e un uso sempre più diffuso di "giornalismo automatizzato".
Ma al di là degli strumenti usati il futuro della notizia è comunque destinato ad avere una pluralità di media. Forse gli americani non saranno un campione omogeneo, ma l’ultimo studio del Pew attesta che la Rete è seconda, quanto a fonte d’informazione preferita, solo alla televisione, con la preferenza del 38% degli adulti, contro il 57% che ancora preferisce la tv. Per il 25% le notizie arrivano con la vecchia radio e il 20% le trova sugli ancor più "vecchi" giornali di carta. L’istituto di ricerca, però, non prende in considerazione la qualità dell’informazione. "Appunto; giornali e giornalisti dovranno confrontarsi con web e social che loro stessi hanno alimentato, ma online o carta che sia, l’informazione di qualità verrà premiata - conclude il vice-decano della facoltà di Scienze della comunicazione dell’Usi, Gabriele Balbi -. Sta cambiando il modello di ‘leggere’ le notizie. La formula mista che, progressivamente, vede contenuti giornalistici online in parte gratuiti, in parte a pagamento ad esempio sta funzionando. Gli ultimi dati globali, inoltre, confermano l’aumento dei lettori disposti a pagare, a patto di avere servizi di qualità"
17.09.2017


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