Uno storico e un docente di letteratura sull'antisemitismo
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"L'Olocausto fa capire
il valore della libertà"
MAURO SPIGNESI


Se leggo la frase scritta da Jonas Fricker, mi viene da chiedermi se la sua sia ignoranza o consapevole provocazione. Io spero, visto che si tratta di un uomo delle istituzioni, che sia una provocazione. Perché chi ignora certi passaggi storici, così drammatici, è doppiamente colpevole", spiega il professor Renato Martinoni, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di San Gallo. Secondo Martinoni, tuttavia, oggi più che mai va cambiato l’approccio a certe tragedie, come la Shoah. "Perché - aggiunge il docente - vanno lette non soltanto con la lente della storia, ma anche con quella della letteratura e della filosofia. Per esempio prendendo come pretesto i lager, che sono stati una realtà tragica, ma anche una menzogna perché tanti Paesi, a cominciare dall’Italia, negavano la loro esistenza". Un discorso, questo di Martinoni, che porta ad affrontare altri importanti temi. "Come quello - spiega - attorno alla cittadinanza e alla negazione della libertà dell’uomo, dei diritti universali. Insomma, io sono per una storia che serva a capire e insieme a far riflettere".
Purtroppo oggi si tende a banalizzare tutto. Anche i grandi drammi collettivi. "Io penso che al di là della civica - spiega lo storico Maurizio Binaghi - si debbano sottolineare e andare a studiare con attenzione aspetti importanti della storia moderna che spesso i nostri giovani non conoscono. Serve una presa di coscienza per non dimenticare". In Ticino l’Associazione degli insegnanti di storia, presieduta proprio da Binaghi, ogni anno organizza un evento sul dramma dell’Olocausto e sulla vicenda di milioni e milioni di ebrei perseguitati. Per mantenere viva la memoria ha deciso, di pubblicare e tradurre il volume dello storico romando Pietro Boschetti "La Svizzera e la Seconda guerra mondiale nel rapporto Bergier", uscito all’inizio dell’anno. Un saggio che costringe tutti a guardare dentro se stessi e dentro la coscienza collettiva. "Ma soprattutto - aggiunge Binaghi  - a capire un pezzo importante della nostra storia recente".
Ma il caso di Jonas Fricker, così come quello dell’albergatrice di Arosa, restano comunque segnali preoccupanti. "Che vanno letti - spiega Renato Martinoni - in un quadro più vasto di un decadimento generale. Basta dire che in Italia un potenziale premier come Luigi Di Maio confonde il Cile con il Venezuela".

m.sp.
08.10.2017


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