L'autore della discussa petizione spiega la sua posizione
Ecco perchè vietare
i movimenti islamisti
GIORGIO GHIRINGHELLI


Nel 2000 ero salito in cima a una delle due torri gemelle di New York e il mio interesse per l’Islam è iniziato dopo quanto successo l’11 settembre 2001. Volevo capire. Quindici anni di intense letture mi han portato alla conclusione che l’Islam, più che una religione, è una ideologia totalitaria e violenta che fin dalla sua nascita ha mirato a conquistare e convertire il mondo con ogni mezzo lecito o illecito in nome di un Dio. Un’ideologia politico-militare che non ha nulla da invidiare al nazismo, al fascismo e al comunismo e che anzi è ancor più pericolosa e subdola perché, facendosi scudo di una religione, non solo fanatizza ancor più i suoi adepti (disposti al martirio per la guerra santa) ma astutamente può invocare la libertà di credo per diffondersi soprattutto in Occidente.
La mia convinzione è che l’Islam - dopo aver nel corso della sua storia più volte tentato di invadere militarmente il nostro Continente - ora abbia cambiato strategia: l’invasione, in atto da una cinquantina d’anni, è programmata su tempi lunghi, sia sfruttando le libertà concesse dalla democrazia per diffondersi e per arrivare al potere e sia utilizzando l’arma più potente: quella demografica. Grazie a un’immigrazione sfrenata, a un forte tasso di natalità e al proselitismo agevolato da fiumi di petrodollari, i nuovi colonizzatori contano di islamizzare l’Europa senza bisogno di ricorrere alla violenza. Un giorno, quando gli elettori musulmani saranno in maggioranza, i seguaci dell’Islam potranno conquistare democraticamente il potere (Hitler insegna…) e imporre a tutti il pensiero unico e la legge coranica. E quel giorno sarà la fine della democrazia, di tutte le nostre libertà, conquistate in secoli di guerre e rivoluzioni, e della parità dei sessi.
Insomma, anche se molti non se ne sono ancora accorti e per quieto vivere fanno gli struzzi, l’Islam ci ha dichiarato guerra: una guerra combattuta senza eserciti, ma non per questo meno pericolosa, e anzi proprio per questo più subdola. E il terrorismo che ruolo ha in questa guerra ? Ho l’impressione che  gli attentati di matrice islamica hanno rotto le uova nel paniere a quei movimenti salafiti (i wahabiti ed i Fratelli Musulmani) che avrebbero voluto perseguire la loro strategia di lenta espansione senza dar troppo nell’occhio. Una strategia consistente nel reislamizzare i musulmani non praticanti cercando a tutti i costi (tramite una fitta rete di moschee, centri culturali e associazioni) di impedire la loro integrazione nella società occidentale. Invece la scia di sangue provocata dagli attentati e il fenomeno dei foreign fighters hanno avuto l’effetto di un boomerang, contribuendo  a far aprire gli occhi a milioni di europei che hanno cominciato a opporsi all’avanzata dell’Islam, non credendo più alla favola dell’Islam religione di pace e stancatisi di sentirsi dire che bisogna essere tolleranti con gli intolleranti e che bisogna dialogare con chi ci ha dichiarato guerra.
Milioni di europei son così diventati islamofobi: una parola che dagli islamisti e dai loro sostenitori viene utilizzata nel senso spregiativo di "razzisti", per delegittimare chiunque osi criticare l’Islam, ma che in realtà ai miei occhi significa semplicemente  nutrire nei confronti dell’Islam  una sana e giustificata diffidenza. I perbenisti dicono che non bisogna generalizzare e che occorre distinguere fra Islam moderato e non moderato. Ma l’Islam è uno solo, con un sol Corano, e - all’insegna del suo profeta guerrafondaio - non è certo moderato.
Semmai una distinzione va fatta fra i musulmani. Così come non tutti i tedeschi erano dei nazisti, anche i musulmani non son tutti dei fanatici islamisti. A fronte di un 15% di musulmani che in Svizzera frequentano le moschee, e che pur non essendo necessariamente inclini alla violenza sono a forte rischio di radicalizzazione, vi è un 85% di loro che in moschea non ci va mai o solo in rare occasioni, che vive e veste all’occidentale, che apprezza le nostre libertà e che in genere è bene integrato. Sono loro i più esposti alle rappresaglie degli islamisti: o forse ci si è dimenticati che lo scorso anno, in una moschea di Winterthur, un imam aveva invitato i fedeli a uccidere i musulmani non praticanti ?
È proprio anche nel loro interesse, oltre che in quello di chi musulmano non è, che recentemente ho inoltrato all’Assemblea federale una petizione con la quale, nell’intento di risolvere il problema della radicalizzazione islamica alla radice, si chiede di vietare i movimenti islamisti in Svizzera e di chiudere i loro centri di indottrinamento: sono quei movimenti il cui unico scopo è quello di  imporre a tutti la sharia, che è incompatibile con la nostra Costituzione. Sono convinto che se i Governi continueranno ad essere indulgenti e tolleranti verso questi islamofascisti,  la spinta a ribellarsi per legittima difesa verrà dai popoli europei, che nel migliore dei casi voteranno sempre più a destra e nel peggiore imbracceranno le armi e daranno avvio a qualche guerra di liberazione (come fecero gli algerini contro i colonialisti francesi).
Un’alternativa a quanto chiede la petizione potrebbe essere quella di inserire nella Costituzione federale una normativa che proibisca l’attività a quei movimenti religiosi considerati pericolosi per lo Stato o per la pace religiosa (come venne fatto per i Gesuiti nella Costituzione del 1848) o una normativa che non riconosca la libertà di credo a quelle religioni  che ad esempio non consentono ai propri adepti di cambiar religione o di sposare membri di altre religioni, o che giustificano l’obbligo di coprire il capo in pubblico a esclusiva ragione del sesso, o la lapidazione delle adultere o l’uccisione o la fustigazione degli omosessuali. Se tutti gli Stati democratici adottassero simili provvedimenti, anche i seguaci dell’Islam dovrebbero decidersi a effettuare una profonda e salutare riforma della loro religione, come ad esempio aveva proposto il politico e teologo musulmano sudanese Mahmud Muhammad Taha, che per questo venne impiccato con l’accusa di eresia nel 1985, su istigazione proprio di quei fanatici salafiti che gestiscono buona parte delle moschee europee e che vogliono farci credere di essere dei moderati… Sveglia, gente!
05.11.2017


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