Un racconto in esclusiva di Andrea Vitali per il Caffè
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Il commesso Casimiro
e quell'anziano che...
ANDREA VITALI


Da circa un quarto d’ora il commesso Casimiro, come da nome riportato sulla targhetta, sta osservando un uomo. Anziano, capelli bianchi, un po’ curvo, bastone in mano. Vuol dire niente. I ladruncoli al supermercato non hanno età, lo sa per esperienza, ne ha beccati parecchi. Però sono svelti, mica stanno fermi impalati come quello, in modo da attirare la sospettosa attenzione di commessi e addetti alla sicurezza. Così alla fine decide di darsi una mossa e avvicinarsi all’uomo. Anche perché non è detto che stia meditando di rubare. Magari è solo indeciso su quale prodotto acquistare e lui, forte dell’esperienza maturata nel corso degli anni, è il commesso ideale per dargli il consiglio giusto.
Per quanto ancora giovane, il commesso Casimiro può essere considerato un veterano del supermercato. Grazie alla sua professionalità e, cosa che non guasta, alla gentilezza, la direzione del supermercato sa di avere in lui un elemento prezioso e se lo tiene stretto. Così come caro se lo tengono molti clienti di entrambi i sessi che lui ha consigliato nel corso di anni e anni di lavoro dentro quel luogo. Sono clienti che quando hanno dubbi sull’acquisto da fare si rivolgono esclusivamente a lui sapendo che troveranno la giusta indicazione. Generi alimentari, vestiario, anche profumi o cosmetici. Il commesso Casimiro ha girato tutti i settori del supermercato con la qualifica di responsabile degli stessi e non ha mai commesso errori di sorta. Se qualcuno avesse dubbi in proposito può rivolgersi alla direzione e chiedere di lui: otterrà garanzie inappellabili sulla sua totale affidabilità. Ma per convincersene basterebbe sapere che molti di questi affezionati clienti, quando arriva Natale, portano al commesso Casimiro piccoli regali per testimoniare la loro riconoscenza.
Ed è fatto abbastanza recente un altro segno di quanto il commesso sia benvoluto e prezioso per la buona fama del supermercato. Tre, forse quattro anni orsono (la data precisa mi sfugge), un’affezionata cliente del supermercato ha scoperto per caso la data di nascita dell’ottimo Casimiro. Entrata al supermercato e direttasi al reparto che vende biancheria intima con l’intenzione di acquistare qualcosa di particolarmente stuzzicante per stupire il suo nuovo amante (circola infatti voce che la signora in questione pratichi l’abitudine di cambiarli ogni pochi mesi), dalla commessa cui ha chiesto di Casimiro si è sentita rispondere che quel giorno era assente. Malato forse?, ha chiesto la signora corrugando la fronte. Ma no, macché malato! Casimiro si era preso un giorno di riposo per festeggiare il suo compleanno, tutto lì. E la signora ha rinunciato a ogni acquisto, probabilmente rinviando la notte di lussuria progettata col gigolò in auge (ma questa è solo un’illazione). Però dall’anno seguente Casimiro ha cominciato a ricevere regalucci anche nel giorno del suo compleanno grazie alla notizia diffusa dalla signora, che nel frattempo ha cambiato altri due o tre amanti, passata di bocca in bocca.
Non ci si può esimere dal segnalare che tutta questa attenzione attorno al commesso Casimiro, un’attenzione che a volte sfiora il morboso, abbia provocato in colleghi e colleghe il sorgere di qualche gelosia o invidia. In fin dei conti sono tutti commessi, vestono uguale divisa, portano il proprio nome semplice semplice sulla targhetta, senza qualifiche di sorta che li possano distinguere uno dall’altra. Quello che i colleghi non comprendono è che Casimiro non interpreta la merce in vendita come fosse un semplice ammasso di oggetti su cui la clientela mette le mani a caso. Certo, la gran massa non coglie la differenza diciamo tra un taglio di carne o l’altro oppure tra le sfumature di un qualunque colore non riesce ad apprezzare le seppur minimi differenze. Con questa categoria di acquirenti Casimiro sa che sarebbe tempo sprecato dispensare la sua arte che consiste nell’entrare in sintonia con l’animo degli indecisi. Sono i clienti che il supermercato rischierebbe di perdere se il prode Casimiro non corresse in loro soccorso per indicare che nell’estrema varietà dell’offerta c’è ciò che soddisfa i loro desideri, li distingue, li fa sentire unici. Mai deve accadere che un cliente esca dal supermercato a mani vuote così come ci è entrato. Ed è questo che fa di Casimiro un commesso infallibile. Mai un cliente che gli si è affidato è uscito dal supermercato senza un pacchetto in mano e col sorriso soddisfatto sulle labbra.
Considerata la situazione, invidie e gelosie da parte dei colleghi non avrebbero motivo di esistere; nessuno, pur avendo tentato, è mai riuscito a raggiungere i suoi risultati. Nonostante ciò le malelingue, i pettegoli, i seminatori di zizzania non si sono mai quietati. Alla ricerca di nuove ragioni per tentare di mettere in ombra la figura del commesso Casimiro non si sono dati pace fino a che hanno trovato altri motivi cresciuti su una decisione presa tempo fa dalla stessa direzione. Infatti, mangiandosi uno dopo l’altro tutti i negozietti del luogo, il supermercato ha dovuto via via ampliarsi aggiungendo a quelli esistenti i più svariati settori della merceologia. Ferramenta, parafarmaci, articoli per gli sport più diversi, uno dopo l’altro nuovi spazi sono andati a ingigantire il supermercato, facendolo diventare un mostruoso villaggio globale dentro il quale inesperti visitatori potrebbero correre il rischio di perdersi. Tant’è che è allo studio il progetto di mettere a disposizione del pubblico una cartina del posto grazie alla quale orientarsi.
A parte ciò, torniamo al soggetto del presente resoconto, al commesso Casimiro cioè, cui la direzione, senza incontrare opposizioni, ha da subito affidato la responsabilità di condurre ogni nuovo settore. Da cui maldicenze su presunti favoritismi, senza tenere conto dell’impegno e della fatica necessarie per adattare la propria sensibilità a nuovi generi di consumo e ad una altrettanto sconosciuta clientela. Stando così le cose non è difficile immaginare che in un prossimo futuro il commesso Casimiro verrà chiamato a più alti incarichi o addirittura potrebbe divenire responsabile di quei corsi di formazione che insegnano a tanti ignavi come si deve e come non si deve essere. Per il momento però il commesso Casimiro è ancora al suo posto, le mani dietro la schiena, e osserva l’uomo che abbiamo incontrato all’inizio di queste righe.
Casimiro è ancora indeciso sul da fare al pari di quello che se ne sta fermo davanti a uno scaffale. L’idea che possa essere un ladro ha però perso via via sostanza. Piuttosto, stante il settore che l’uomo osserva fissamente, nella testa del commesso Casimiro sorge un’altra idea. A convincerlo è proprio che sia uomo e non donna. Una donna sarebbe stata decisa, non avrebbe avuto esitazioni, lo sa per esperienza. Infatti, per quanto possa essere vedova, una donna non resta mai completamente sola. L’affetto che aveva per il marito, ormai defunto, si riversa su un’altra creatura che già da tempo godeva di coccole e attenzioni destinate ad aumentare a causa della vedovanza. Il caso che ha sotto gli occhi, riflette il commesso Casimiro, è del tutto eccezionale, o quasi. Per lui comunque è la prima volta. La prima volta che si trova ad avere a che fare con un vedovo. Poiché non ha dubbi sulla condizione di colui che ha sotto gli occhi. Vedovo, e per di più di fresca data. Indeciso poiché si è trovato all’improvviso disorientato, come fosse sull’orlo di un burrone di cui non vede il fondo. E, davanti, tutta una serie di incombenze che sino a poco tempo prima, giorni forse, erano delegate alla moglie. (1 - continua)
11.08.2019


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