Più tecnologia e meno incidenti, ma le polizze non calano
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Sull'assicurazione auto
niente effetto sicurezza
MASSIMO SCHIRA


Il rapidissimo sviluppo tecnologico dei sistemi di sicurezza  delle automobili e di assistenza alla guida potrebbe portare presto ad una prima conseguenza. Accanto alla progressiva diminuzione negli ultimi anni degli incidenti stradali (soprattutto quelli gravi), si attende ora un beneficio anche nel portafogli degli automobilisti. Specie pensando alle polizze assicurative, visto che - dal 2007 - il calo dei "casi" è stato piuttosto chiaro: dagli oltre 41mila di dieci anni fa, ai circa 37mila dell’anno scorso (quando si è registrata una crescita rispetto al 2015). Automobili più sicure e meno incidenti, uguale assicurazioni più basse, dunque. E, invece, l’equazione non è risolvibile in maniera così lineare.
Spesso al fronte nel denunciare le situazioni di scarsa chiarezza nella "costruzione" dei premi assicurativi, le associazioni dei consumatori hanno decisamente "drizzato le antenne" di fronte a quella che definiscono come "stranezza". "È il caso di tener d’occhio l’evoluzione, perché se i costi calano, è giusto che anche i premi delle polizze seguano", taglia corto Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Acsi in Ticino. "In generale con le assicurazioni lottiamo sempre affinché il prezzo sia quello giusto, che non significa forzatamente quello più basso - aggiunge Valérie Muster, esperta di assicurazioni alla Féderation Romande des Consommateurs (Frc) a Losanna -. È chiaro che non ci si può aspettare un cambiamento dall’oggi al domani, ma le proiezioni vanno fatte e non aspetteremo 5 anni nel caso delle assicurazioni per le automobili. Dalle compagnie ci aspettiamo uno sforzo maggiore e un adeguato controllo della Confederazione. Con Mister Prezzi o con la Comco per evitare la formazione di cartelli".
Una certa lentezza di reazione è sottolineata anche da chi le automobili le importa e, quindi, le vende. "In Europa l’innovazione sui veicoli per quanto riguarda la sicurezza ha già portato ad un adattamento da parte delle assicurazioni - osserva François Launaz, presidente di Auto-Schweiz, l’associazione mantello degli importatori -. E, invece, in Svizzera per ora non succede e non credo che il cambiamento sia imminente. Sarebbe però giusto avere nuovi vantaggi, soprattutto considerando che il parco veicoli elvetico è il più moderno e il meglio equipaggiato d’Europa".
In un Paese in cui la sovra-assicurazione, anche dei veicoli, è spesso la norma, anche per le compagnie non è semplice adattare costantemente le tariffe in base ad un’evoluzione tecnologica sempre più rapida. "C’è certamente un effetto contrario che già è riscontrabile - afferma François Launaz -: l’iper-equipaggiamento in materia di sicurezza comporta costi di riparazione maggiori in caso d’incidente. Faccio un esempio molto semplice. Se esplode l’airbag, esplodono anche i costi per la sua sostituzione. E per le compagnie assicurative non è semplice avere tariffe che tengano conto costantemente del rapporto tra costi e benefici". Un aspetto sottolineato anche dalla Frc. "Meno incidenti non significa per forza costi più bassi - precisa Valérie Muster -. Ma questo non diventi un alibi delle compagnie per imbonire i consumatori".
Un cambiamento, insomma, è atteso, anche perché in Svizzera oltre il 60% dei 4,5 milioni di veicoli in circolazione ha meno di 10 anni ed equipaggiamenti come Airbag, Abs e gestione elettronica del comportamento della vettura sono sempre più comuni. "Praticamente già oggi le automobili con un costo superiore ai 30mila franchi hanno un equipaggiamento di sicurezza moderno tra gli standard di base - conclude Launaz -. D’altra parte anche gli incidenti, specie quelli gravi, diminuiscono: i morti sulle strade, sono calati del 75% tra il 1986 e il 2014. Ma le assicurazioni sono un po’ lente a reagire alle novità".

mschira@caffe.ch
@MassimoSchira
04.06.2017


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