Ecco i settori  dove lo sfruttamento è diventato regola
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Le 10 professioni
sottoposte a dumping
MAURO SPIGNESI


Ingegneri a 6 franchi all’ora, una paga infinitamente più bassa di quella dei manovali o dei gessatori che, da una denuncia, si scopre hanno ricevuto quasi il doppio, 10 franchi all’ora. Per non parlare dei commessi nei negozi al dettaglio. E gli esempi di salari da fame, di categorie di lavoratori costretti a lavorare per stipendi ben al di sotto di quelli previsti potrebbe crescere. Il Caffè ha raccolto dieci casi, registrati negli ultimi anni, che hanno provocato reazioni e denunce alla magistratura o ispezioni dei funzionari dell’Ufficio del lavoro.
Pochi? Probabilmente gli episodi emersi di recente sarebbero potuti essere di più con un maggior numero di controlli e di ispettori. Tanto che proprio nei giorni scorsi i deputati ppd Giorgio Fonio, Lorenzo Jelmini e Sara Beretta Piccoli hanno solllecitato il governo a mantenere gli impegni. "L’assunzione di 5 ispettori - scrivono in un’interpellanza - sui 18 previsti, dopo 10 mesi dall’approvazione del controprogetto da parte del popolo risulta poco giustificabile e rispettosa". D’altronde il fenomeno, sollevato dall’iniziativa "Basta con il dumping salariale in Ticino", è stato uno dei nodi che la politica ha provato a sciogliere, nonché il grimaldello usato dai partiti populisti in chiave antieuropea. In realtà, come spiegano sindacati e associazioni di imprenditori (vedi articolo in basso) il problema è assai più complesso.
Altrimenti, come sostenuto da molti, per risolvere il problema sarebbe bastato regolamentare tutti i settori dell’economia. Stringere le maglie della legge. Che risulterebbero comunque larghe. Perché, come sottolineano ancora i sindacati, i furbetti del salario basso ci sono sempre. E allora si punta su maggiori mezzi alle autorità di controllo. Magari con più ispettori.

m.sp.


Architetti a sei franchi all’ora
Sei franchi all’ora. Meglio ancora: un contratto di stage per un anno a mille franchi lordi al mese. Scaduto questo periodo la retribuzione diventa di 2’500 franchi lordi al mese. Tutto contenuto in una denuncia dell’Ocst di marzo che riguarda uno studio del luganese. Proprio all’inizio di giugno è stato trovato un accordo per il contratto collettivo degli architetti con stipendi minimi di 60mila franchi per 13 mensilità, un orario settimanale di 42 ore e mezza e stage proporzionati ai dipendenti.

Assistenti dentisti in nero
Un altro caso clamoroso, denunciato oltre che dai sindacati anche in un’interrogazione in Gran consiglio, riguarda gli assistenti dei medici dentisti. Una ragazza disoccupata si era vista proporre nel settembre dell’anno scorso da uno studio di Locarno, una paga mensile, in nero, di mille franchi. Anche l’Ordine dei medici dentisti aveva duramente condannato l’atteggiamento dei professionisti e si era impegnato a vigilare sugli abusi.

Manovali a mille franchi
Ma è l’edilizia, probabilmente, il settore dove le paghe da scandalo sono più frequenti. I sindacati raccontano casi di manovali frontalieri a mille franchi al mese. O, come in cinque episodi accertati presso una società di gessatori  a Stabio denunciata alla magistratura dall’Unia, a 10 franchi all’ora. Ma quello che è stato definito dall’Ocst "il più grave scandalo di dumping mai scoperto in Svizzera" è scoppiato nell’ottobre scorso, quando erano stati arrestati il proprietario e un fiduciario della ditta Consonni di Chiasso. Qui gli operai, secondo l’accusa, erano costretti, dopo aver ritirato il salario, a restituirne una parte.

Le buste paga alleggerite
Un trucco quello del salario versato e poi "stornato" frequente anche nel commercio, come hanno più volte denunciato i sindacati Ocst e Unia. Della fine di maggio, invece, la notizia della denuncia di due dipendenti della Denner di Chiasso su presunte buste paga "alleggerite" su cui è in corso un’inchiesta  della magistratura.

Maestre a duemila franchi
Nonostante l’impegno dell’Associazione ticinese asili nido contro il dumping e i salari da fame, non cessano le segnalazioni ai sindacati, in particolare alla Vpod, e ad altre autorità. Nel dicembre scorso era affiorato il caso di una struttura del Luganese che pagava meno di duemila franchi lordi. La denuncia era finita anche in una interrogazione a Berna del consigliere nazionale Marco Chiesa. Gli asili nido all’inizio della loro attività ottengono un aiuto finanziario diretto dalla Confederazione.

Cure a domicilio al ribasso
"Una corsa al ribasso delle condizioni di lavoro". È la denuncia partita dalla Vpod che nel dicembre scorso ha segnalato all’ispettorato del lavoro, sollecitando una verifica sui salari e le prestazioni pagate, una serie di aziende nel campo dell’assistenza e delle cure a domicilio che hanno disdetto o non hanno mai aderito al contratto collettivo di lavoro.

Autisti con stipendi da 600 euro
Autisti pagati in euro invece che in franchi, buste paga non proprio in linea con quelle previste nel contratto di lavoro. E proprietari di società di trasporti che si difendono dicendo d’essere costretti a contrastare la concorrenza di ditte dell’est europeo che pagano anche 600, 700 euro al mese i propri autisti. Una importante società di Stabio nel febbraio di due anni fa era finita nella "black list" di Unia proprio perché pagava in euro "risparmiando" circa 600 franchi al mese. C’è da ricordare, come ha fatto più volte l’Associazione dei trasportatori (Astag) che nel trasporto su strada il salario iniziale è di 4’000 franchi al mese.

Call center il nuovo inferno
La nuova frontiera del dumping sono tuttavia i call center. Nel gennaio di un anno fa Unia, dopo la segnalazione di alcuni dipendenti, aveva denunciato salari minimi da fame in una azienda di Lugano.  Prima ancora erano state segnalate all’ufficio del lavoro diverse aziende aperte a Chiasso nel settore del turismo e dell’albergheria, che pagavano i dipendenti (quasi tutti frontalieri e molti a tempo parziale) attorno ai venti franchi all’ora. C’è da aggiungere che molte aziende, dopo diversi richiami, hanno regolarizzato la loro situazione.

Vigilanza con "dumping di stato"
Un settore dove anche di recente sono emersi casi di dumping è quello della sicurezza privata. E di "dumping di Stato" hanno parlato i sindacati quando il ministro Paolo Beltraminelli ha spiegato che l’appalto per sorvegliare le strutture destinate agli asilanti è stato ottenuto dalla Argo 1, la società finita sotto inchiesta della magistratura per un episodio di violenza e usura, al prezzo di 35 franchi all’ora contro i 48 della ditta precedente. Diverse nell’ultimo anno le segnalazioni anche all’ufficio del lavoro sui salari molto ad di sotto di quelli previsti dal contratto.
11.06.2017


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